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Bergamo Lettere

Aeroporto, i residenti di Colognola: stanchi di promesse

Di Redazione4 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'aeroporto di Orio al Serio

L'aeroporto di Orio al Serio

Gentile direttore,

Abbiamo letto con particolare attenzione l’articolo “Stucchi porta la questione decolli in parlamento” apparso ieri sul vostro giornale, e vorremmo invitare tutti i lettori a fare qualche riflessione sul problema aeroporto, ben più articolato di quanto l’on. Stucchi forse ha colto.

Apprezziamo lo sforzo del parlamentare bergamasco per ridurre i “disagi” dei cittadini, ma francamente le soluzioni proposte ci sembrano il solito palliativo per tener buona la gente per un po’, dato che gli interventi infrastrutturali per l’adeguamento della pista potrebbero protrassi nel tempo e rivelarsi alla fine poco efficaci. L’allungamento della pista potrebbe inoltre rappresentare il presupposto per lo sviluppo futuro dei voli intercontinentali, con le inevitabili ripercussioni per un territorio già così duramente provato.

In realtà il problema aeroporto è molto più complesso: la presenza dello scalo in un territorio assai urbanizzato comporta importanti e delicate problematiche di compatibilità ambientale che le nuove rotte hanno drammaticamente messo in luce. Chi risiede nelle zone a sud-ovest della città, dove il rumore degli aerei è la colonna sonora della quotidianità, è stanco di vedere conculcati i più elementari diritti alla salute, alla sicurezza e alla vivibilità del territorio.

Da un’affollata assemblea tenutasi a Colognola il 27 novembre u.s. è emerso chiaramente che la gente non si accontenta più di promesse (puntualmente disattese) e di dichiarazioni di intenti perchè rumore e inquinamento sono diventati insopportabili. La protesta della popolazione è sintetizzata in alcune slides che compaiono nel sito del Comitato aeroporto di Bergamo, dove si legge: “La dimensione dell’aeroporto di Orio al Serio deve essere compatibile con il territorio. Vorremmo che le forze politiche locali avessero una visione strategica più ampia, capace di coniugare lo sviluppo economico con l’attenzione concreta alle sacrosante esigenze dei cittadini, che votano i loro rappresentanti perché siano tutelati nei loro diritti. Bergamo sud ha già fatto molti sacrifici per l’aeroporto, sopportando in silenzio disagi che altri non hanno voluto o potuto sostenere. Ora ci si chiede l’impossibile! Non vogliamo che i nostri diritti siano calpestati in nome di interessi economici e strategie politiche che ci riesce difficile capire e condividere”.

Finora i media locali hanno enfatizzato i vantaggi dello sviluppo aeroportuale (basti pensare che solo il 2 per cento dei viaggiatori si ferma a Bergamo!), ora ci sembra giunto il tempo di aprire un dibattito obiettivo e costruttivo sull’aeroporto, che informi l’opinione pubblica anche sulle conseguenze negative che il suo sviluppo esponenziale ha sull’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini.

Studi scientifici mostrano l’evidente correlazione tra l’esposizione alle polveri sottili e l’aumento di varie e gravi patologie (soprattutto tra i bambini), prime fra tutte le malattie tumorali. Un solo aereo 747 che atterra e decolla produce una quantità di smog simile a quella causata da un’auto guidata per oltre 9.000 km; ogni decollo equivale a 2.000 auto che volano sulle nostre teste. Non si può più continuare a ripetere l’errore di esporre persone e intere comunità a rischi per la salute, salvo poi, a distanza di anni, e purtroppo dopo morti e malati, riconoscere quanto già l’evidenza scientifica ed i dati statistici avevano mostrato.

Auspichiamo che la classe politica bergamasca, impegnata in prima linea per non lasciarsi sfuggire le occasioni dell’Expo 2015 e della realizzazione del Polo del lusso, ascolti la voce della popolazione che vive la servitù dell’aeroporto e dia risposte precise e tempestive alle sue istanze.

Grazie per l’ospitalità

Un gruppo di cittadini di Colognola

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