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Politica

Gestione delle acque: il centrosinistra interroga Tentorio

Di Redazione3 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede della Bas SII che gestisce le acque del comune di Bergamo

La sede della Bas SII che gestisce le acque del comune di Bergamo

Il consigliere comunale del Partito Democratico Giacomo Angeloni ha presentato un’interpellanza al sindaco Tentorio sul sistema idrico integrato della nostra città e la partecipazione alla Uniacque Spa, società totalmente pubblica cui, ad oggi, hanno aderito la Provincia di Bergamo e 216 Comuni della Bergamasca. Il capoluogo in questo momento è gestito dalla Bas SII. Ecco il testo dell’interrogazione firmata anche da Roberto Brini (Lista Bruni), Pietro Vertova (Verdi), Vittorio Grossi (Italia dei Valori) e Giuseppe Mazzoleni (Udc).

Vista la conversione in legge del decreto 135/2009, detto decreto Ronchi, con particolare riferimento all’articolo 15 in materia di servizi locali in cui viene compreso anche il servizio idrico integrato; Considerato che secondo la nuova normativa, che ricalca l’articolo 23 bis della legge 133/2008 e ha come pilastro di riferimento la legge Galli del 1994, l’affidamento dei servizi localli avviene in via ordinaria “a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica(omissis)”, “a società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a), le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento”.

E solo in casi particolari “a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, che non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall’ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta “in house” e, comunque, nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria in materia di controllo analogo sulla società e di prevalenza dell’attività svolta dalla stessa con l’ente o gli enti pubblici che la controllano”.

Rilevato che sono disciplinati in tale normativa tutti i servizi locali riguardanti beni a rilevanza economica e fra essi è contemplata anche l’acqua, Considerato che la provincia di Bergamo si è dotata, attraverso l’Ato, cioè Ambito Territoriale Ottimale e con l’unanime condivisione di tutte le forze politiche, di una società che gestisce il servizio idrico integrato, ovvero la società Uniacque, cui per norma statutaria possono partecipare in qualità di soci soltanto enti pubblici territoriali e che a tale società hanno aderito circa il 95% delle amministrazioni comunali presenti sul territorio provinciale.

Si interpellano il Sindaco e la Giunta per sapere: se la Giunta ritiene di condividere l’obiettivo di gestire il servizio idrico integrato tramite Uniacque S.p.a e se tale obiettivo sia compatibile con la normativa statale recentemente emanata. Nel caso la risposta fosse positiva, si chiede inoltre quali provvedimenti la Giunta voglia mettere in atto per preservare tale modello gestionale del servizio idrico integrato.

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