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Convegno sul filosofo Eric Voegelin

Di Redazione3 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Eric Voegelin

Eric Voegelin

“Eric Voegelin. Una sfida spirituale alla contemporaneità”. E’ questo il titolo del convegno proposto dalla Scuola di Dottorato in Antropologia ed Epistemologia della Complessità che si terrà venerdì 4 dicembre presso la Sala conferenze di S.Agostino.

Il seminario si aprirà alle ore 9 con i saluti di Enrico Giannetto, coordinatore del Dottorato in Antropologia ed Epistemologia della  Complessità; la presentazione di Giuseppe Fornari, organizzatore del convegno e della coordinatrice Francesca Bonicalzi.

In mattinata sono previsti gli interventi di Giuseppe Fornari, “Dal fondo della caverna: l’interpretazione voegeliniana di Platone”; Emmanuele Vimercati, “Voegelin e l’ellenismo”; Paul Caringella, “Voegelin and God: The Suffering Servant in History”.

Dopo la pausa pranzo i lavori riprendono alle ore 15 sotto la guida di Gianfranco Dalmasso. In programma gli interventi di Paolo Cevasco, “Dalla meditazione al corpo mistico: per una mappa della formazione voegeliniana”; Gilbert Weiss, “Phenomenology of the Political: The Relevance of the Dialogue Between Voegelin and Schutz”; Harald Wydra, “The Power of Second Reality – Communism and Beyond”; Emmanuele Morandi, “Modernità e gnosticismo: un paradigma per comprendere l’incomprensibile”. Discussione finale alle ore 17.30.

Eric Voegelin nacque a Colonia, in Germania, nel 1901. Compì gli studi universitari alla Facoltà di Legge di Vienna, conseguendo un dottorato in Scienze Politiche nel 1922. Relatori della sua dissertazione dottorale furono il filosofo e giurista Hans Kelsen e l’economista Othmar Spann. Tra il ’24 e il ’27, Voegelin proseguì i suoi studi post-dottorato alla Columbia University, ad Harvard, alla Wisconsin University e a Parigi, alla Sorbona.

Questi viaggi-studio, in particolare quelli negli Stati Uniti, si rivelarono decisivi per lo sviluppo del suo pensiero: non a caso, il suo primo libro si intitola On the Form of the American Mind (1928). Nel 1929, Voegelin divenne professore di scienze politiche e sociologia all’Università di Vienna, dove scrisse le sue prime opere: Razza e Stato (1933), L’idea di “razza” nella storia del pensiero (1933), Lo stato autoritario (1936) e Religioni politiche (1938) furono quelle più esplicitamente dedicate all’esposizione della crescente minaccia del nazionalsocialismo tedesco. Nello scenario di quegli anni, un pensatore indipendente che criticava l’ideologia del regime in modo così manifesto doveva far fronte a conseguenze pericolose.

Nel 1938, quando Voegelin capì che, se fosse rimasto in Europa, avrebbe avuto vita difficile, emigrò con sua moglie negli Stati Uniti, sfuggendo appena in tempo alla cattura della Gestapo. Se fosse stato catturato e condannato, i nazisti avrebbero posto fine alla vita di uno dei più importanti intellettuali del XX secolo. Negli anni successivi, Voegelin insegnò alla Louisiana State University (1942-1958), all’Università di Monaco (1958-1969) e alla Stanford University (1969-1985).

Morì il 19 gennaio del 1985. Durante tutta la sua vita si dimostrò uno scrittore molto prolifico: l’edizione inglese delle sue opere complete comprende ben 34 volumi, un’edizione che oltre a contenere una raccolta di saggi e tutti i lavori più rappresentativi, come La nuova scienza della politica (1952), Ordine e storia (5 voll. 1956-1987) e Anamnesis (1966), offre anche la sua opera maggiore, Storia del pensiero politico (8 voll.; scritta nei primi anni 40, edita postuma).

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