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L’Accademia della Crusca oggi

Di Redazione2 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Appuntamento con la celebre Accademia della Crusca

Appuntamento con la celebre Accademia della Crusca

“L’Accademia della Crusca oggi”: questo il titolo della conferenza organizzata dalla Facoltà di Lingue e Letterature straniere e dalla Facoltà di Scienze umanistiche per mercoledì 2 dicembre alle 16 presso l’aula 2 della Sede di via Salvecchio 19.

Organizzato dalla Professoressa Matilde Dillon, dalla Professoressa Federica Venier e dal Professor Massimo Zaggia, il seminario ospiterà il Professor Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

L’Accademia della Crusca è sorta a Firenze tra il 1582 e il 1583, per iniziativa di cinque letterati fiorentini (Giovan Battista Deti, Anton Francesco Grazzini, Bernardo Canigiani, Bernardo Zanchini, Bastiano de’ Rossi) ai quali si aggiunse subito Lionardo Salviati, ideatore di un vero programma culturale e di codificazione della lingua. Dalle loro animate riunioni, chiamate scherzosamente “cruscate”, derivò il nome di “Accademia della Crusca”, vòlto poi a significare il lavoro di ripulitura della lingua.

L’istituzione assunse come proprio motto un verso del Petrarca – “il più bel fior ne coglie” – e adottò una ricca simbologia tutta riferita al grano e al pane.

Fin dall’inizio l’Accademia ha accolto studiosi ed esponenti, italiani ed esteri, di diversi campi: oltre a grammatici e filologi, scrittori e poeti (Tassoni, Maffei, Maggi, Monti, Leopardi, Manzoni, Carducci, ecc.), scienziati (Galilei, Redi, Torricelli, Malpighi), storici (Muratori, Botta, Capponi), filosofi (Voltaire, Rosmini), giuristi e statisti (Witte, Gladstone). L’opera principale dell’Accademia, il Vocabolario (1612; ampliato e ripubblicato più volte fino al 1923), pur sottoposta ad attacchi per i limiti che poneva all’uso linguistico vivo, ha dato un contributo decisivo all’identificazione e alla diffusione della lingua italiana e ha fornito l’esempio ai grandi lessici delle lingue francese, spagnola, tedesca e inglese.

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