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Il tendine è ok, a Firenze torna Manfredini

Di Redazione2 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Thomas Manfredini

Thomas Manfredini

ZINGONIA — Finalmente in gruppo. Finalmente a disposizione di Conte che già dalla gara contro la Fiorentina avrà un pilastro in più per la sua difesa. Thomas Manfredini dopo quasi due mesi torna ad allenarsi con la squadra e anche in sala stampa. Risponde alle critiche, spiega i suoi problemi e sincero come sempre dice chiaramente che tutti devono remare dalla stessa parte per salvare l’Atalanta.

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Thomas, sei tornato. Ti aspettavi uno stop così lungo?
Ho avuto un problema abbastanza serio ad un tendine, una lesione importante e non una normale infiammazione o tendinopatia come qualcuno ha detto. Per questo sono rimasto fuori così tanto, adesso mi alleno con il gruppo e spero di riuscire a farlo con continuità in questi giorni per essere pronto per Firenze. In questi giorni caricherò, se non ho problemi voglio dare il mio contributo e stare vicino alla squadra.

Il tuo aiuto in difesa sarà prezioso. Come mai così tanti gol incassati?
Chi vince il campionato è la squadra che prende meno gol di tutti, chi lotta per salvarsi deve avere un reparto difensivo solido che dia sicurezza e tenga bene. Se facciamo gol ma ne prendiamo due o tre a partita diventa durissima. Dobbiamo migliorare, la situazione in poco tempo è cambiata e quindi servono lavoro e attenzione: dopo due anni con una mentalità, il lavoro chiesto da Conte è diverso e dobbiamo dare il 110%

Cambia il modo di giocare, cambiano gli obiettivi: ora si pensa solo alla salvezza…
Certamente sono diversi rispetto all’anno scorso, difendiamo in maniera diversa e siamo partiti perdendo le prime quattro gare di fila. Gli infortuni non ci hanno sicuramente aiutato, stiamo superando e ora siamo qui a lottare in una situazione non facile. Non eravamo abituati, il gruppo negli ultimi due o tre anni ha vissuto stagioni ottime ma adesso dobbiamo rimboccarci le maniche: le chiacchiere le porta via il vento, andare in campo e dare il massimo è l’unica cosa da fare.

I maligni dicono che Manfredini senza Del Neri non è più lo stesso. Che ne pensi?
Con lui è stato il mio anno migliore, è innegabile. Qui a Bergamo ero un giocatore sconosciuto, con lui sono riuscito ad emergere come con nessun altro ero riuscito a fare. Forse le mie caratteristiche sono ideali per quel tipo di gioco, adesso è diverso e dobbiamo adattarci, tutti. Ogni anno le squadre cambiano allenatori e giocatori, un calciatore professionista deve metterlo in conto e integrarsi con il nuovo sistema. Qui ho fatto finora solo sei partite, gran parte delle quali perse all’inizio: sicuramente le mie prestazioni non sono state esaltate, adesso torno e sarà il campo a dire se Manfredini può far parte di un progetto importante oppure se era forte solo con Del Neri.

Conte qualche giorno fa ha detto che chi non vuole lottare può andarsene. Nello spogliatoio hai qualche sentore in questo senso?
Sono parole forti, le ha dette anche a noi nella riunione prima della gara contro la Roma. Forse le ha usate per caricare la squadra però io non vedo giocatori che si tirano indietro o non sudano per la maglia. Abbiamo passato momenti difficili, nessuno ci ha mai regalato niente e credo non piaccia a nessuno venire al campo per giocare senza impegno e fare brutte figure. Anche a voi giornalisti cercate di fare bene il vostro lavoro, ognuno entra in campo per dare il meglio ma sicuramente è un momento dove abbiamo delle difficoltà. Abbiamo solo dodici punti, siamo terz’ultimi e forse il massimo ancora non si è dato o non si è avuto modo di darlo però le responsabilità sono da condividere con tutti, dalla società fino al gruppo che se le assume senza problemi. Bisogna stare uniti, tutti insieme risalire senza tirarsi fuori: è facile nei momenti positivi saltare sul carro dei vincenti.

Per Firenze la vostra infermeria si svuota mentre quella viola è piena zeppa…
Di infortuni ne abbiamo avuti talmente tanti che aspetterei fino a domenica per dire questo. La Fiorentina ha una rosa completa, tanti giocatori importanti e alternative valide. Credo che dobbiamo pensare solo a noi stessi, guardare gli altri o il calendario non serve. Ci servono punti, giocare bene o male in questo momento non conta moltissimo: anche dal punto di vista psicologico sono importanti per tornare a sorridere, ci vogliono grinta e determinazione ovunque perché andare in campo per fare figuracce non piace a nessuno.

Fabio Gennari

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