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Prostituta morta: caccia ai due clienti fuggiti

Di Redazione1 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Continuano le indagini dei Carabinieri

Continuano le indagini dei Carabinieri

TREVIGLIO — Continuano a spron battuto le ricerche dei due uomini che sabato sera erano a bordo dell’auto su cui è morta la prostituta Vivian Alke, 26 anni, originaria della Sierra Leone e incinta di 3 mesi. I due sono fuggiti a piedi nei campi dopo che la vettura si è ribaltata e incendiata sulla provinciale Francesca.

La Golf è risultata rubata il 9 settembre scorso a Treviglio. L’ipotesi è dunque che i due siano fuggiti per evitare guai con le forze dell’Ordine. Certo è che la ragazza e il figlio che portava in grembo sono morte e ora i fuggiaschi, qualora individuati, saranno accusati di omicidio colposo e omissione di soccorso, oltre che per l’accusa di ricettazione di veicolo rubato.

Dalla ricostruzione dei Carabinieri pare che la ragazza non sia morta subito ma in ospedale. Per stabilire l’esatta causa del decesso la magistratura ha disposto l’autopsia. Intanto, nessuno si è presentato ai carabinieri per reclamare il corpo della giovane. La ragazza era clandestina, viveva a Zingonia e come tante altre connazionali era sfruttata dal racket della prostituzione.

Sono state altre colleghe a raccontare ai Carabinieri come è andata quella notte. Le ragazze hanno visto Vivian salire a bordo della Golf con due clienti come altri, e poi si sono allontanati. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, arrivati a Pontirolo, all’altezza di un distributore Agip, l’auto è uscita di strada, ha abbattuto un palo dell’illuminazione pubblica e si è ribaltata, prendendo fuoco.

La ragazza è stata sbalzata fuori dalla vettura, mentre i due scappavano nei campi. In pochi istanti la Golf è stata avvolta dalle fiamme, finendo distrutta. Sul posto sono intervenuti un’ambulanza e un’automedica del 118, i vigili del fuoco di Dalmine e Treviglio e i carabinieri di Fara Gera d’Adda e del radiomobile di Treviglio.

La ragazza era cosciente e non presentava traumi tali da far pensare che fosse in pericolo di vita. E’ stata portata al policlinico San Marco di Zingonia, dove le sue condizioni si sono rapidamente aggravate fino alla morte.

La salma della ragazza è stata portata nella camera mortuaria del policlinico, a disposizione dell’autorità giudiziaria. I carabinieri invece continuano le indagini sulle dinamica anomala dell’incidente.

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