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La grinta di Conte: salverò l’Atalanta, a costo di rimanerci gratis a vita

Di Redazione1 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La grinta di Antonio Conte

La grinta di Antonio Conte

ZINGONIA — Mai banale, sempre grintoso e molto loquace. Antonio Conte ogni volta si conferma leader e trascinatore, nella conferenza stampa di Zingonia questa volta addirittura esagera. “L’Atalanta si salverà, a costo di rimanere gratis a Bergamo a vita”. Questa frase ha chiuso i quasi venti minuti del tecnico davanti ai giornalisti, gli occhi del tecnico dicevano anche molto di più.

Bergamosera.com vi offre l’audio integrale dell’intervista odienra, potrete ascoltare le parole di Conte direttamente dal file in fondo alla pagina.

Mister, partiamo tranquilli. Come si fa a non fischiare un rigore come quello su Tiribocchi?

Già, partiamo tranquilli (ride,ndr). A fine partita sono andato a parlare un attimo con Tagliavento, ci sono state cose che non mi sono piaciute. Se vado ad analizzare le mie partite su questa panchina ci sono alcune situazioni che lasciano perplessi. L’uscita del portiere dall’area contro il Catania, l’espulsione di Radovanovic nella gara con il Milan: posso anche capire che l’Atalanta è una provinciale e quando si prendono decisioni ci sono visioni diverse. Ho giocato in una grande squadra e posso dire che a parità di condizioni qualcosa viene concesso. Domenica spesso c’erano situazioni create al limite dell’area, punizioni per la Roma che con Totti e Riise può far male, non mi piace parlare di queste cose ma il rigore se non lo ha visto l’arbitro poteva vederlo il collaboratore che era in linea.

Il punto sarebbe stato meritato…

Certo, dispiace perchè non credo che l’Atalanta meritasse di perdere contro la Roma per quello che si è visto in campo. Resta il risultato, quello dice Roma due Atalanta uno e quindi per noi zero punti in classifica. Almeno un pareggio sarebbe stato importante per rimanere con Bologna e Lazio, la squadra mi è piaciuta sotto tutti i punti di vista: l’unico neo forse è stato il non spingere ancora dopo l’1-0 alla ricerca del raddoppio.

Sui calci piazzati è arrivato un altro gol, problema di difficile soluzione?

Ancora una palla inattiva, dobbiamo sicuramente migliorare. Devo dire che non sono ancora riuscito a varare la coppia titolare al centro per problemi di infortunio: prima Bianco e poi Manfredini si sono fermati e non ho potuto scegliere molto. Abbiamo preso tanti gol da palla ferma, alcuni errori individuali che si devono evitare. Il gol bene o male lo facciamo, dietro dovremo essere più accorti.

Dopo la Roma, si va a Firenze e poi arriva l’Inter. Preoccupato?

Sicuramente è un calendario difficile ma di una cosa sono convinto: una strada importante è stata tracciata. Organizzazione, preparazione fisica e mentalità ci sono ed il tempo è nostro amico. Chi lavora alla fine viene premiato, lo dico con grande sincerità. Abbiamo messo basi importanti, ogni giorno si deve lavorare per migliorarle e come ho già detto sappiamo che essendo una stagione molto difficile serve gente pronta a tutto per mantenere l’Atalanta, Bergamo, in serie A. Io e lo staff siamo motivati e carichi, devono esserlo anche i giocatori.

Ottimo l’ingresso di Valdes e Doni nel finale, soddisfatto del loro impatto?

Sinceramente Valdes non lo avrei rischiato se Ceravolo, che ha fatto benissimo, non avesse avuto problemi fisici. E’ rientrato bene, spero non abbia ricadute perché domenica per la prima volta ho avuto due giocatori in panchina pronti a cambiare la gara. In serie A è importante avere anche uno come Padoin che da equilibrio alla squadra, soprattutto contro grandi squadre.

Ha messo Doni solo per quindici minuti e ha fatto bene. Adesso è questo il massimo che può fare?

Sono contento del suo spezzone, è entrato bene dandoci peso in attacco. E’ un giocatore che può dare molto, sotto tutti i punti di vista. Ho un rapporto sincero e leale, anche solo per un minuto può dare tantissimo: ci sta che giochi tutta la gara, solo uno spezzone o anche che non entri. Ho 40 anni, lui 37 e lo considero anche come un fratello minore: teniamo molto entrambi alle sorti dell’Atalanta.

Ma la rosa attuale, con tutti a disposizione, le da alternative sufficienti soprattutto sulle fasce?

Con la società parliamo tutti i giorni, sicuramente a gennaio arriverà qualcosa. Abbiamo bisogno di giocatori che anche durante la partita si alzino dalla panchina e risultino decisivi: ad esempio Acquafresca è appena rientrato, prima avevo solo Doni e Acquafresca.

Chevanton davanti, Capelli dietro e Guberti o Kamata sugli esterni?

Sono qui da due mesi, la situazione mi è chiara e anche da parte della società c’è la disponibilità per migliorare: è giusto che qualcosa venga fatto. Chevanton è un acquisto mirato, importante e che rientra perfettamente nella mia idea di calcio. Di altri giocatori ne parleremo più avanti. Ho un gruppo valido, quando tutti sono recuperati ho delle buone garanzie. Nessuna rivoluzione comunque, ci saranno un mercato in uscita ed uno in entrata: credo maggiormente per giocatori che andranno via.

Sembra molto fiducioso sull’esito della stagione..

Guardate, rimarrà qui a Bergamo solo chi dimostrerà di avere valori di attaccamento alla maglia, alla città e che vuole come me che l’Atalanta rimanga in serie A. Sarebbe una sconfitta troppo grande retrocedere, non la prendo nemmeno in considerazione perché non accadrà. Ogni volta scelgo chi mi da garanzie, voglio vincere e salvare questa squadra: farò di tutto per mantenere Bergamo in serie A. Siamo partiti male, abbiamo incontrato grosse squadre ma ci salveremo, a costo di rimanere gratis a vita a Bergamo.

Ascolta l’Audio di Antonio Conte in formato Mp3 (circa 20Mb)

Fabio Gennari

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