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Cultura

E’ morto Ernesto Treccani

Di Redazione30 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'autore nel suo studio nel 1970

L'autore nel suo studio nel 1970

E’ morto nella sua “Casa delle rondini”, Ernesto Treccani, uno dei più limpidi poeti dell’immagine del Novecento. Aveva 89 anni e il suo percorso lo aveva portato ad approfondire i molteplice aspetti dell’arte figurativa. “E’ morto serenamente, in pace tre le sue cose come avrebbe voluto – ha detto la figlia Maddalena che gli era vicino – Negli ultimi giorni era un po’ debole ma ha voluto dipingere fino all’ultimo”.

Figlio del fondatore dell’omonima grande enciclopedia, come riporta la biografia sul suo sito ufficiale, il maestro Ernesto Treccani era nato a Milano il 26 Agosto 1920.

Caratteristica della sua pittura l’attenzione all’uomo, dimostrata in prima persona con la partecipazione ai movimenti di protesta e di rinnovamento sociale. Ma la sua arte era anche soffusa di poesia tra sentimento e realtà. Entrato giovanissimo, mentre ancora seguiva gli studi di ingegneria, nei gruppi di avanguardia artistica e di fronda nei confronti della cultura fascista, era poi diventato direttore della rivista “Corrente”.

Espone per la prima volta alla Bottega di Corrente nel 1940. Dopo la guerra e la resistenza, cui partecipa attivamente, diventa redattore della rivista “Il 45”, poi animatore del gruppo “Pittura” e redattore della rivista “Realismo”. La sua prima personale è del 1949 alla milanese Galleria del Milione. Partecipa a tre Biennali di Venezia nel 1950, 52 e 56. La realtà contadina calabrese, conosciuta direttamente nei lunghi soggiorni a Melissa, e il paesaggio urbano industriale di Milano e di Parigi, costituiscono in quel periodo i temi fondamentali della sua pittura.

Nel 1956 parte con una delegazione culturale per la Cina, viaggio che lo impressiona fortemente e gli suggerisce un centinaio di disegni e acquarelli. Tra i lavori degli anni Sessanta le cinque grandi tele ispirate a La luna e i falò di Pavese (1962/63), il ciclo delle opere Da Melissa a Valenza (1964/65), i dipinti sul tema del giardino e delle siepi e la serie di acquarelli dedicata a un viaggio a Cuba. Più tardi, nel 1976, la mostra a Volgograd, Mosca e Leningrado. Negli ultimi decenni opera in luoghi diversi, dalla campagna emiliana fino ai paesi contadini dell’ Ucraina, attraversata sulle orme del romanzo di Babel in un viaggio fantastico, ispiratore della grande tela Rosso cavaliere, del 1977.

Nel 1978 Treccani crea la Fondazione Corrente per raccogliere e studiare documenti, testimonianze e opere del periodo storico tra la nascita del movimento di Corrente e gli anni del Realismo. Lavora tanto all’estero e tra i lavori più significativi del periodo a cavallo del secolo i grandi cicli ispirati al Don Chisciotte di Cervantes e al Decamerone di Boccaccio. Ma risale alla metà degli anni Ottanta “La casa delle rondini”, una delle sue opere più importanti, circa duemila formelle ceramiche che rivestono interamente la facciata della sede della Fondazione Corrente e della Collezione Studio Treccani, in via Carlo Porta a Milano. E’ tra quelle mura che oggi l’artista si è spento. I funerali domani alle 14,45 nella chiesa di San Bartolomeo in via Moscova.

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