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Politica

Zona Stadio: stop al cemento, ridotte di un terzo le future edificazioni

Di Redazione26 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La zona dello stadio comunale

La zona dello stadio comunale

BERGAMO — Gli abitanti di Santa Caterina e della zona stadio tirano un sospiro di sollievo. La prevista cementificazione dell’area del Brumana, una volta che il comunale sloggerà per altri lidi, non ci sarà. O almeno sarà molto meno pesante del previsto. Lo ha deciso ieri sera il consiglio comunale di Bergamo che ha votato, con la contrarietà del centrosinistra, un taglio del 35 per cento alle edificazioni previste nella zona dal piano di governo del territorio elaborato dall’amministrazione Bruni.

“Abbiamo fatto un taglio consistente delle volumetrie in quest’area perché riteniamo si tratti di un contesto particolarmente delicato – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Andrea Pezzotta -. Lì intorno, a distanza di poche centinaia di metri, verrà realizzato il piano Ex Sace ed è prevista la riqualificazione dell’area Reggiani. Non ce la sentiamo di far gravare sui quartieri ulteriori disagi e volumetrie”.

Le riduzioni erano già state ampiamente annunciate nel programma elettorale del centrodestra. I tagli porteranno le cubature dai 75mila metri cubi previsti dal piano Bruni ai 48mila dell’amministrazione Tentorio. “Questa è un’area insidiata da future cubature di residenziale e terziario – ha detto il consigliere comunale della Lega Luisa Pecce -. La gente dei quartieri è preoccupata, va mantenuta la vocazione sportiva o ad eventi, di questa parte della città”.

“Fatichiamo a capire la logica secondo cui andava fatta un’operazione finanziaria e immobiliare sullo stadio vecchio per trovare i soldi per quello nuovo – ha aggiunto l’esponente del Carroccio, molto attivo con i comitati di quartiere nella zona – E’ ora di ascoltare la gente e smetterla di vendere a pezzi la città”.

“Riteniamo questa riduzione particolarmente gravosa – ha risposto il consigliere della Lista Bruni, Stefano Zenoni -, tanto gravosa da mettere in discussione la sostenibilità finanziaria del piano”. Secondo i calcoli del centrosinistra i tagli alle volumetrie comporteranno una riduzione delle entrate comunali di 6 milioni di euro. ” Non capiamo la vostra ritrosia a introdurre cambiamenti nella città – ha detto il consigliere del Partito Democratico, Sergio Gandi -. Questa riduzione comporterà 8750 metri quadrati di superficie edificabile in meno con conseguente diminuzione degli introiti per il Comune e dei servizi pubblici previsti in quell’intervento”.

“La nostra è stata una scelta di prudenza” ha replicato l’assessore Pezzotta. Il titolare dell’Urbanistica ha precisato che i servizi pubblici necessari saranno garantiti dal piano generale di governo del territorio nel suo complesso. E ha annunciato che, per quanto riguarda il discusso piano Sace, oltre al taglio delle altezze degli edifici ereditati dalla precedente amministrazione – così come una convenzione con l’operatore privato impossibile da rescindere -, l’amministrazione di centrodestra ha aperto una trattativa per arrivare alla riduzione delle volumetrie in gioco.

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