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Conte punta la Coppa, con il Lumezzane per vincere

Di Redazione25 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

ZINGONIA — Qualcuno si aspettava un Antonio Conte tranquillo e distaccato prima della sfida al Lumezzane in Coppa Italia? Mai pensiero fu più lontano dalla realtà. Il tecnico nerazzurro, ogni volta che si presenta davanti ai giornalisti, stupisce per grinta e carica agonistica.

Juventus? Lumezzane? Roma? L’approccio è sempre lo stesso, cambia la caratura dell’avversario ma l’obiettivo è la vittoria. Senza se e senza ma.

Antonio Conte, vigilia di Coppa contro il Lumezzane. Come valutate questo impegno?

E’ una gara ufficiale, vogliamo onorarla e come sempre scendere in campo per dare il massimo. Il Lumezzane ci aveva chiesto uno spostamento, purtroppo il calendario è questo e giocheremo domani: di solito al giovedì facciamo amichevoli, questa volta c’è in palio una qualificazione a cui teniamo e che vogliamo conquistare.

Anche perchè parliamo dell’unico trofeo, la Coppa Italia, vinto dall’Atalanta nella sua storia..

Esattamente. A dimostrazione di quanto tengo a questa gara, di quale sia l’approccio che chiedo ai miei ragazzi, andremo in ritiro come sempre prima delle partite di campionato. Gli anni scorsi mi dicono si facesse diversamente, per me l’impegno è importante quindi ci fermiamo a Zingonia.

Capitolo formazione. E’ previsto turnover?

Qualcuno che di solito non trova spazio giocherà, ad altri chiederò gli straordinari ma metterò in campo una formazione all’altezza. Coppola è il titolare di coppa, dietro Peluso giocherà a sinistra e Pellegrino al centro. Guarente e Ferreira Pinto saranno sicuramente in campo, così come Doni in avanti. Per gli altri devo ancora decidere ma la squadra è fatta, anche Tiboni avrà una chances importante.

Valdes, Radovanovic e Manfredini come stanno?

Contiamo di riaverli dopo la partita di domenica. Valdes è in gruppo, il problema muscolare di 8 millimetri si è cicatrizzato ma schierarlo con i giallorossi sarebbe un gran rischio. Radovanovic si trascina la distorsione alla caviglia, abbiamo fatto altri esami ma è in recupero anche lui, stesso discorso per Thomas Manfredini.

Torniamo a Siena. Tre punti importanti che muovono la classifica..

Sono soddisfatto, qualcuno ha parlato di fortuna ma non sono assolutamente d’accordo. Il Siena ha colpito tre legni su calcio piazzato, sul rigore Andrea Consigli è stato bravo ma nei 90′ di gioco abbiamo costruito occasioni importanti e potevamo fare altri gol.

Dal punto di vista morale, più importante la parata di Consigli o il gol di Acquafresca?

Entrambi, sicuramente. Gli infortuni di un portiere sono sempre decisivi, a Siena si è riscattato bene e deve stare tranquillo perché il futuro è suo. Robert è stato preso per segnare, domenica si è sbloccato ma la cosa più importante sono le occasioni in cui si è fatto trovare pronto.

Quella sulla linea è stata clamorosa. E’ riferibile quello che ha pensato?

Siamo scattati in campo a gioire per poi tornare mestamente in panchina (sorride, ndr). Succede, pensate che io una volta con la Juventus ne sbagliai uno simile. Era contro il Kosice, colpii la traversa e la palla tornò in campo: corsi dall’arbitro per dirgli che aveva fatto bene a non darmi il gol visto il modo in cui avevo concluso.

Ultima curiosità. Spesso la vediamo abbracciare il team manager Moioli prima delle gare. Gesto scaramantico?

Vedete, io faccio queste cose con le persone che stimo e che contano vicino a me. Abbraccio lui e molti altri collaboratori perchè me la sento, perché ho sposato la causa atalantina al massimo. Qui abbiamo fatto 12 punti in 9 gare in una situazione difficilissima, qualcuno a volte lo dimentica ma io ne sono orgoglioso. Dobbiamo migliorare, voglio che ogni giorno ci si riesca un po’ perchè il primo ultras dell’Atalanta sono io. Metto passione, voglia e grinta in panchina perchè ci tengo come il più acceso dei tifosi, sono fatto così e anche se qualcuno mi dice che è un difetto io vado avanti perché in tutta la mia carriera con questo approccio alla fine ho ottenuto risultati.

Fabio Gennari

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