BERGAMO — Il giovane Gabriele Riva o il più esperto Mirio Bocchi? E’ questo il dilemma che si trova di fronte il Partito Democratico che dovrà scegliere il nuovo segretario provinciale fra il sindaco di Arzago e l’ex sindaco di Osio Sotto.
Le due candidature sono uscite dopo l’abbandono di Matteo Rossi che non correrà per la segreteria provinciale ma ha preferito mantenere la carica di segretario organizzativo del partito.
La candidature rispecchiano le “correnti” interne la Partito Democratico. Riva è espressione della mozione Bersani, della quale è stato il coordinatore provinciale. Rossi invece sta con la mozione Franceschini, mentre a livello lombardo si è espresso per Martina.
Le primarie per eleggere il nuovo segretario provinciale del Pd si terranno il giorno 13 dicembre dalle 8 alle 18. Lo stesso giorno verranno eletti anche i 90 componenti dell’Assemblea provinciale.
Redazione
24 novembre 2009

Riva? Mah.
Ha dichiarato all’Eco: “Dopo un percorso interno ho esplicitato la mia candidatura, che nasce da un’esigenza di territorialità (l’ottica del partito non può più essere solo “Bergamocentrica”) e dalla vicinanza al mondo pratico degli enti locali: l’esperienza di amministratore è una palestra di dialogo e confronto. L’obiettivo è una gestione il più possibile unita pur nella pluralità del partito”.
Ma dove ha imparato a parlare?
E quale sarebbe la palestra? Il psesino che amministra da due anni e mezzo? Una palestrina, allora: piccina piccina picciò.
Poi c’è la coerenza. Quella di chi a proemsso ai suoi elettori, in cambio dell’indennità maggiorata, di dedicarsi all’attività di sindaco a tempo pieno, senza altri incarichi. Per non parlare della coerente composizione della lista con cui si è presentato alle elezioni.
Ma va là.