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Filca Cisl: il mattone della memoria

Di Redazione24 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Battista Villa, segretario della Filca Cisl Lombardia, in missione con altri sindacalisti da tutta Italia in Polonia: “Davanti questo cancello è obbligatorio continuare a ricordare, Auschwitz è dentro ognuno di noi, un orrore innegabile. Per rispettare la memoria dei sacrificati, dei sindacalisti uccisi lanciamo il progetto Ricorda! Il mattone della memoria”.

In un periodo storico come questo, la Filca Cisl lancia la proposta di realizzare un’opera a futura memoria del sacrificio di tutti i sindacalisti uccisi nei campi di sterminio. L’idea è quella di realizzare mattoni di terracotta con scritto i nomi dei martiri, necessari per costruire un muro memoriale che sarà inaugurato prossimamente nella Scuola Edile di Bergamo a Seriate.

Fino al 1927, anno in cui Mussolini dichiarò illegali le organizzazioni dei lavoratori e di mutua assistenza, i sindacati erano soggetti a continue incursioni violente. Da quell’anno fino alla fine del conflitto mondiale ogni sindacalista fu perseguitato e imprigionato e infine deportato. Sono moltissimi coloro che persero la vita in prigionia e in patria, ma difficile è ricostruire il numero effettivo: i sindacalisti clandestini si trasformarono in partigiani e in agitatori politici, consapevoli di contravvenire alle leggi ingiuste approvate dal parlamento fascista. Ciò significa che la loro deportazione avvenne in quanto politici, resistenti, clandestini e renitenti alla leva.

“Occorre ricordare costruendo, realizzando, impastando storie, perché all’amnesia ideologica e alle aggressioni alla verità della deportazione occorre opporre un muro di consapevolezza. Per questo vorremmo realizzare nella sede della Scuola Edile di Bergamo un muro di mattoni di argilla cotta, con iscritto i nomi dei martiri sindacalisti”. Così Battista Villa nel suo intervento dinanzi i cancelli di Auschwitz, dove ricorda anche il sacrificio di Padre Massimiliano Kolbe, al quale fa seguito Gabriele Mazzoleni, Segretario Generale della Filca Cisl bergamasca: “Come Padre Kolbe fu ucciso per salvare un padre di famiglia, anche Don Antonio Seghezzi è stato un martire della democrazia e della fede. Per ricordare loro e i tanti partigiani e sindacalisti uccisi dai nazisti, lancio l’appello agli altri sindacati e alla Scuola Edile per unirci nella realizzazione di un monumento bergamasco che ricordi tutti coloro che nel servizio e nella solidarietà furono eliminati

Oggi ricordiamo con forza e responsabilità tutti coloro che nella lotta per il servizio, per la difesa dei diritti di progresso e di civiltà, sono stati ammazzati. Bergamo è patria ospitale e fertile di memoria, noi stiamo attenti a non dimenticare nessuno, né Peppino Impastato ucciso per un’altra recente resistenza, né l’ignoto sindacalista orobico ucciso dai fascisti in Polonia”.