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Editoriali

Questa Atalanta non è pronta per rinunciare a Doni

Di Redazione23 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

SIENA — Il risultato, mai come questa volta, era importante. Dopo tre sconfitte consecutive, sul campo dell’ultima in classifica, il rischio della figuraccia c’era. L’Atalanta ha vinto una gara che doveva vincere e lo ha fatto con merito. Dentro al 2-0 firmato Tiribocchi – Acquafresca ci sono alcune considerazioni importanti che devono essere evidenziate e valutate pensando al futuro.

Partiamo proprio dalla manovra offensiva. I gol, si dice, sono sempre positivi per gli attaccanti. Quelli del “Tir” sono già cinque, adesso si è sbloccato anche Robert da Pinerolo. Tutto a gonfie vele e Cristiano Doni già accantonato? Non scherziamo.

Se il numero 90 nerazzurro non ha particolari problemi con alcun compagno, la prestazione di Acquafresca ha confermato i dubbi amersi nelle prime giornate. Il giovane ex cagliaritano non è un attaccante di manovra. Gioca vicino o davanti al compagno e ha bisogno di palloni giocabili in area. Questo non è un difetto, sia chiaro, ma per giocare nell’Atalanta con un simile approccio servono due cose fondamentali.

La prima, abbondantemente mancata a Siena, è una buona media realizzativa. Non puoi fallire occasioni come quelle gettate alle ortiche prima del rigore, il lavoro dei compagni ti mette in condizione di calciare faccia alla porta e tu devi fare gol. Senza se e senza ma.

Il secondo aspetto riguarda il modo in cui si deve sviluppare la manovra. Senza Doni, uomo di raccordo per eccellenza, servono esterni che spingono e arrivano sul fondo oltre ad almeno uno dei due centrali bravo anche nell’impostazione del gioco. Con Guarente sui suoi livelli ed il ritorno di Ferreira Pinto non è utopia vedere la Dea giocare così. Oggi, uomini arruolabili alla mano, non è possibile.

Nel primo tempo l’Atalanta non è piaciuta, come il Siena si cercavano i lanci lunghi e forse è mancata un po’ di serenità. I nerazzurri però devono fare un po’ di training personale per accrescere l’autostima. In serie A, classifica alla mano, ci sono squadre con una rosa inferiore che stanno regalando sogni insperati ai propri tifosi. Qualche rientro non potrà che aiutare, Roma, Fiorentina e Inter si devono affrontare a viso aperto perché se i viola perdono a domicilio contro il Parma a Bergamo può succedere di tutto.

La parte finale di questa analisi non può prescindere dal numero 1. Andrea Consigli ha cancellato i mugugni, ha fatto dimenticare gli errori e si è rilanciato. Quando uno sbaglia è doveroso sottolinearlo, non per puntare il dito ma per onestà. Riconoscerlo e lavorare per non ripetere gli errori è dote importante, l’estremo difensore nerazzurro l’ha fatto e da Siena non torna solo con i tre punti ma anche con una consapevolezza maggiore di quello che può dare.

Adesso arrivano le grandi, giovedì il Lumezzane e poi la Roma di Totti. Qualcuno è spaventato? Sbaglia. Si può perdere, magari succederà, ma dal Comunale non esce nessuno con la maglia pulita. C’è da combattere, tutti assieme, per fare un’altra impresa.

Fabio Gennari

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