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Politica

Fini apre agli immigrati, forti critiche da Lega e Pdl

Di Redazione23 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il presidente della Camera Gianfranco Fini

Il presidente della Camera Gianfranco Fini

ROMA — La questione del ruolo degli immigrati in Italia crea ancora tensione nella maggioranza. Dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Camera Gianfranco Fini che in una scuola romana aveva definito “stronzo chi dice che gli stranieri sono diversi”, sono arrivate le reazioni all’interno della maggioranza.

A stretto giro era arrivata la risposta di Calderoli: “Fini ha perfettamente ragione a dire che è stronzo chi dice che lo straniero è diverso. Ma è altrettanto stronzo chi illude gli immigrati”. “È infatti una stronzata, per usare il linguaggio di Fini – spiega Calderoli -, illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di Bengodi e che c’è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini. Fare questo è pura demagogia e allora si spalancano le porte a migliaia di persone destinate a finire nella rete delle illegalità, della criminalità o dello sfruttamento”.

“È chiaro che sono rimasto colpito da Fini: proprio lui che qualche giorno fa, ci spiegava che l’immigrazione non si liquida con una battuta, adesso si mette a dire parolacce…” ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota. “Al di là delle espressioni colorite – prosegue Cota – la questione vera è quale politica per l’immigrazione fare. A dividerci da Fini è l’idea della cittadinanza facile e il diritto di voto agli immigrati”.

Distinguo anche nel Pdl. “Le questioni politiche e culturali sollevate da Gianfranco Fini non appartengono alla storia di An. Il testamento biologico, l’immigrazione, erano più un humus di Forza Italia» ma lo «strappo» di Fini indica che «il suo retroterra è cambiato” ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture ed ex dirigente di Alleanza Nazionale Altero Matteoli.

Secondo Matteoli, “Fini è troppo intelligente per fare una fronda antiberlusconiana. Il suo obiettivo semmai è storicizzare An, come con An ha storicizzato l’Msi e con l’Msi il fascismo”.

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