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Lettere

I britannici, che noia

Di Redazione20 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Londra

Londra

Gentile Direttore,

di ritorno da un lungo weekend in Gran Bretagna, sono costretto a ribadire il mio “giudizio” su questo strano popolo. Arriviamo a Bristol airport e ritiriamo l’auto precedentemente prenotata: è una fiammante “Corsa” con meno di 10.000 miglia. Per tre giorni abbiamo pagato 67 sterline, l’equivalente di 75 euro. In Italia, la stessa compagnia, ci avrebbe fatto pagare Euro 103.50. Quando ritorniamo l’auto, neanche controllano; gli ingenui britannici si fidano.

Saliamo sull’auto e non puoi ignorare l’adesivo che ti vieta di fumare sul veicolo. Ci adeguiamo subito e fumiamo durante qualche sosta ( Che palle ‘sti britannici!).

Prendiamo la M4 per il Galles ( l’autostrada in G. B. non si paga), e notiamo diversi scooter e motociclette con a bordo un solo passeggero e tutti col casco: che spreco! In Italia, specie dalle mie parti, ( Sì, sugnu du Suddi) ho visto su uno scooter, mamma, papà, il figlioletto davanti e uno più piccolo tra i genitori: questo è risparmio! Per non parlare del costo dei caschi.

I britannici non badano a spese: mettono anche gli indicatori di direzione (da noi le chiamiamo ancora “ frecce”). Però abbiamo notato che il 50 per cento dei veicoli va a luci spente durante il giorno. Nessuna legge glielo impone e quell’altro 50 per cento fa parte di mezzi pesanti e automobilisti spreconi.

Vai in autostrada, tutti rispettano i limiti di velocità. Nessuno ti sta attaccato dietro, nessuno suona il clacson (che noia per noi che amiamo la musica) danno la precedenza e se fai loro una piccola cortesia, ti ringraziano con un cenno della mano.

Dopo l’autostrada, (che noia non fare la fila ai caselli e non pagare il pedaggio), attraversiamo qualche paesino dove all’ingresso trovi la scritta: Vi preghiamo di guidare con cautela. E all’uscita: Grazie per aver guidato con cautela.

Adesso ci vuole una bella birra. Che noia, è più buona di quella che arriva in Italia e costa la metà. Ma si sa: è una bevanda nazional-popolare e sono giustificati.

Quando arriviamo all’Università di Aberystwyth e incontriamo nostro figlio, siamo veramente delusi: non una cicca per terra, niente carte volanti. Tutto in ordine fino alla noia.

Nel nostro Bed and Breakfast campeggia la solita scritta: Grazie per non fumare in questo locale. Che noia andare fuori a godersi il vento dell’Atlantico che spingeva le onde sulla strada.

E pensare che siamo partiti dall’Aeroporto di Bergamo, dove tutti i passeggeri lamentavano la rudezza dei controlli all’imbarco: voi di qua, voi di là…tolga le scarpe…Niente prego o per favore. Sicché, ci si sente veramente a casa quando parli con il capo della Fidelitas per lamentare quel tipo di comportamento.
Altrimenti…che noia!

Gaspare D’Angelo

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