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Tecnologia

Internet e business: dalla rete la ricetta per uscire dalla crisi

Di Redazione19 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Come promuovere le aziende in rete? Se n'è parlato oggi in Confindustria

Come promuovere le aziende in rete? Se n'è parlato oggi in Confindustria

BERGAMO — La rete come appiglio per le aziende alle prese con i venti contrari della recessione: un universo in grado di offrire opportunità di promozione e sviluppo anche alle piccole realtà economiche del territorio. E’ il senso del convegno su internet e business organizzato mercoledì pomeriggio da Confindustria Bergamo.

“In Italia finora il web viene usato in modo riduttivo ed inefficace”: questo l’assunto di base, introdotto dal moderatore, il giornalista di Radio 24 – Il Sole 24 ore Federico Pedrocchi. Ma c’è un case history che dimostra il successo dell’apertura alle nuove tecnologie: “Ho portato in rete un’impresa che è sul mercato da 140 anni – afferma Matteo Hoepli, componente del CdA della nota casa editrice milanese -. Cinque anni fa avevo 150 mila clienti all’anno. Oggi, grazie al sito, ho 15 milioni di contatti e gli ordini crescono del 20 per cento su base annua: una sorta di beauty farm che valorizza il prodotto, e punta ad attirare l’interesse dei 9 milioni di connazionali che acquistano on line. E i picchi di vendita si registrano a Natale e Ferragosto: le librerie sono chiuse, ma la gente vuole lo stesso la trilogia di Stig Larsson”.

Un mercato dalle prospettive sconfinate? A Mauro Lupi, amministratore delegato di “Ad maiora” – che si occupa di strategie di posizionamento nei motori di ricerca -, l’onere di sciorinare qualche numero: “In Italia 23 milioni di residenti, il 43 per cento della popolazione, si connettono giornalmente a internet – precisa -. Più di metà ha tra i 25 e i 54 anni: chi decide di costruirsi un sito sa di non avere a che fare con un pubblico di ragazzini in cerca di divertimenti. Non ci si limita all’e-commerce, ovvero alla compravendita di beni e servizi, ma c’è anche l’infocommerce: tra pubblicità, motori di ricerca e social network come facebook, c’è materiale per pianificare strategie di marketing per raggiungere i potenziali acquirenti senza investimenti costosi. Internet è un serbatoio di influenzatori di mercato”.

“La novità della rete è di essere misurabile – ribatte Alessio Semoli di Trackset, web analyst -. Tra l’analisi delle cliccate sulle determinate sezioni del sito o sui banner pubblicitari, passando per il reperimento dell’origine del contatto (motore di ricerca, parola chiave inserita) è possibile verificare dove le politiche promozionali subiscono strozzature che portano all’insuccesso, e cambiarle in corsa. La comunicazione attraverso i form da compilare, le newsletter, le immagini e i video va curata per renderla interessante”.

Ulteriori occasioni per piazzarsi sul mercato sono offerte dal direct marketing, ovvero dalla massiccia operazione di mailing che spesso arriva alle soglie dello spam: “Il mercato è ampio, ma va segmentato per categorie (socio-demo) e per comportamenti (behavioural) – rimarca Massimo Fubini, AD di ContactLab – : il messaggio deve mirare a un bersaglio ben determinato, uno “one to group” da ponderare attentamente per evitare di aprire bocca solo per darle fiato”.

Alessio Mucignat, di DoraLab, si produce infine in un monito sull’usabilità dei siti internet: “Il dato più significativo è la frequenza di rimbalzo, quello che ci dice quanti utenti cliccano e poi escono quasi subito. Si arriva fino al 75 per cento di persone che abbandonano prima di acquistare: in non più di 8 secondi decidono se restare o andarsene. Se non trovano quanto cercano, sono clienti persi: occorre affidarsi a mani esperte”.

Simone Fornoni

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