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Bergamo

Clinica Gavazzeni: protesta dei lavoratori durante la visita di Formigoni

Di Redazione19 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La clinica Gavazzeni di Bergamo

La clinica Gavazzeni di Bergamo

BERGAMO — Dopo l’agitazione di lunedì scorso a San Pellegrino davanti alla Clinica Quarenghi, ora la protesta dei lavoratori della sanità privata si sposta nel capoluogo. Sabato 21 novembre, è previsto un presidio ai cancelli della Clinica Humanitas Gavazzeni, proprio durante la visita del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni per inaugurare una nuova ala della clinica.

L’iniziativa si terrà fra le 15.30 e le 17.30. Con un contratto nazionale scaduto da 4 anni, i lavoratori della sanità privata delle aziende aderenti all’associazione AIOP, l’Associazione Italiana Ospedalità Privata, ormai hanno deciso di farsi sentire con una serie di presidi.

I prossimi sono in programma per il 1° dicembre al Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e per il 14 dicembre al Policlinico San Marco di Zingonia.

In Lombardia il rinnovo riguarda 30mila persone, a Bergamo e in provincia circa 2mila e 500 al lavoro alle Cliniche Humanitas Gavazzeni di Bergamo, al Policlinico San Marco di Zingonia, al policlinico San Pietro a Ponte San Pietro, alla Clinica Quarenghi di San pellegrino, alla Casa di riposo Caprotti-Zavaritt di Gorle, alla Clinica Castelli di Bergamo e alla Casa di cura Habilita di Zingonia.

Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl nazionali a settembre hanno lanciato unitariamente l’iniziativa provocatoria di un “pre-accordo” sul contratto nazionale da far sottoscrivere azienda per azienda e da ritenersi valido sino alla firma del contratto nazionale di lavoro.

“A settembre, visto le resistenze di Aiop Nazionale, i nostri sindacati hanno lanciato unitariamente l’iniziativa della sottoscrizione azienda per azienda di un pre-contratto” da ritenersi valido sino alla firma del contratto nazionale, ma nella provincia bergamasca solo una azienda, la clinica Castelli, ha risposto positivamente” spiegano Luisa Carminati della Fp-Cgil, Elena Colombo della Cisl-Fp e Antonio Montanino della Uil-Fpl di Bergamo.

“Nella nostra provincia sono ancora oltre duemila i lavoratori che assicurano prestazioni e servizi sanitari di qualità ed eccellenza con gli stipendi fermi da 4 anni. I singoli datori di lavoro bergamaschi hanno spesso ribadito la loro assoluta disponibilità al rinnovo contrattuale ma, quando si è presentata loro l’occasione, si sono tirati indietro nascondendosi dietro all’imposto divieto nazionale” continuano i sindacalisti.

“Il problema reale – concludono i sindacati – è che Aiop, e le aziende lombarde ad essa associate, si dimenticano che in base al sistema degli accreditamenti, ricevono dalla Regione, risorse economiche pubbliche per tutte le prestazioni ed i servizi sanitari erogati e il raggiungimento degli standard previsti da tali accreditamenti è garantito della qualità e dell’eccellenza dei loro dipendenti che hanno il diritto di vedersi rinnovare il contratto di lavoro scaduto da quattro anni”.

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