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Politica

Bossi tuona: immigrati a casa loro, non c’è lavoro neanche per noi

Di Redazione19 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il leader della Lega Umberto Bossi

Il leader della Lega Umberto Bossi

ROMA — “Noi restiamo della nostra idea: gli immigrati devono essere mandati a casa loro. Non c’è lavoro nemmeno per noi…”. Sono le parole del leader della Lega Umberto Bossi ai giornalisti che gli chiedono un commento sulle iniziative a favore degli immigrati, promosse anche da una parte della maggioranza.

A stretto giro la risposta del presidente della Camera Gianfranco Fini: “Non si può condannare una persona a non avere una identità” ha detto Fini riferendosi ai diritti degli immigrati. “Sono necessarie politiche di lunga durata oltre a quelle che mirano a garantire la legalità”.

“Spero che sull’ipotesi di una sorta di ‘ius solis’ temperato, per un arco di tempo di un intero ciclo scolastico, si riesca a ragionare senza anatemi – si è augurato Fini – perché con una battuta liquidatoria del tipo ‘lasciamoli a casa loro’, non si risolve il problema”.

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