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Atalanta, Garics guarda avanti: con Siena e Roma servono punti

Di Redazione11 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il terzino austriaco Garics

Il terzino austriaco Garics

ZINGONIA — Adriano Ferreira Pinto è tornato in gruppo, per la prima volta, dopo mesi difficili. Il più contento, ne siamo certi, è sicuramente lui. Gyorgy Garics invece nella passata stagione si è imposto come uno dei migliori terzini destri del panorama italiano anche grazie alla sinergia di movimento raggiunta con il brasiliano. In questa stagione davanti a lui si sono alternati in molti ma come capita dopo il primo amore, non è la stessa cosa.

Gyorgy, come va il ginocchio? Dalla tribuna sei sembrato pienamente recuperato..
Devo dire bene, sabato il campo non era dei migliori vista la pioggia ma non ho avuto particolari problemi. Il recupero è stato veloce, ovvio che non sono al 100% ma va bene così. Ora risponderò alla chiamata della mia Nazionale e valuterò con i medici.

Certo che la chiamata servirà anche per il morale, dopo un 5-2 non sarà il massimo…
Quando l’Austria mi convoca è sempre un piacere, sicuramente. Ho rivisto la partita contro la Juventus e non sarei così pessimista, non ho visto tutto nero come qualcuno ha sottolineato. Se uno si ferma al risultato è difficile sorridere, la prestazione però non è stata da buttare e da quella dobbiamo ripartire.

Il passivo però è pesante, siamo a 13 gol in 8 partite da quando è arrivato Conte…
Niente da obiettare, tutto vero. Ci vogliono massima concentrazione e molta attenzione: la Juve ha segnato praticamente in tutte le occasioni che ha creato. Se aggiungiamo anche il doppio uno-due subito da Camoranesi prima e da Diego e Trezeguet poi diventa ancora più difficile pensare ad un recupero. Moralmente è dura reagire durante la gara in certi momenti.

Adesso c’è la sosta, dopo l’ultima arrivarono due successi. Ci si può ripetere con Siena e Roma?
Il lavoro sarà importante, sicuramente qualcosa miglioreremo ma adesso servono i punti. Le prestazioni alla lunga contano ma dovremo andare a Siena per cercare di muovere la classifica, in qualunque modo. Poi con la Roma, poi con tutte le altre. Dobbiamo risalire.

Una situazione nuova per voi, abituati a giocare bene senza assilli di classifica…
Giocare a calcio non è uno svantaggio, anzi. Però ci sono situazioni dove chi lotta viene premiato più di chi gioca bene: la nostra rosa è superiore secondo me a quella di altre ma dovremo aumentare convinzione, concentrazione e spirito di sacrificio.

Ultima domanda, parliamo di tattica. Il modulo di Conte protegge poco i difensori centrali secondo te?
Credo sia cambiato qualcosa, l’anno passato con Pinto ci alternavamo bene come Bellini e Padoin dall’altra parte. Adesso il mister chiede terzini più bloccati ed esterni più offensivi. Il tempo ci permetterà di migliorare i meccanismi, il recupero di Manfredini sicuramente sarà importante perché può dare molto: con questo, sia chiaro, non voglio sminuire il lavoro dei compagni che hanno giocato finora.

Fabio Gennari

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