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Sport

Atalanta, la ricetta di Conte: qualche infortunato in meno e un Konan in più

Di Redazione10 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

ZINGONIA — Una sosta importante, quasi salutare. Prima di tutto gli infortunati da recuperare e poi, novità di giornata, un nuovo attaccante da vedere, valutare, provare. Il giovane ivoriano Konan, svincolato ex Lecce, da oggi è agli ordini di Conte ed il tecnico pugliese è curioso di capire se può diventare un giocatore nerazzurro a tutti gli effetti.

Mister, ci racconta qualcosa della novità Konan?
La società mi ha prospettato questa possibilità, come già successo con De Ascentis ho accettato e lo valuteremo. Non è detto che rimanga, Diego ha dato risposte importanti durante il lavoro quotidiano e Konan avrà due settimane per farci vedere cosa può dare all’Atalanta.

In generale, meglio uno svincolato affamato e voglioso o un deluso delle grandi squadre?
Se un giocatore è bravo è sempre ben accetto. Certamente, chi arriva a Bergamo deve avere motivazioni forti. Si combatte e si lavora tanto per ottenere la salvezza: sotto questo aspetto chi vuole rilanciarsi è sicuramente carico. Adesso è presto per parlare di mercato, cerchiamo piuttosto di recuperare gli infortunati

Sarebbe importante. Qual è la situazione?
Spero che qualcuno possa rientrare a Siena. Vedremo il lavoro dei prossimi giorni, gente come Acquafresca, Manfredini, Bianco e Ferreira Pinto può sicuramente farcela ma non voglio sbilanciarmi. Chiedo solo di poter scegliere, senza alternative è dura proporre una squadra al massimo. Dopo la sosta precedente abbiamo fatto sei punti in cinque gare, lasciando alle spalle due squadre: se finisce l’emergenza possiamo migliorare ancora.

Un dato stupisce della sfida alla Juve. Gli avversari hanno fatto più falli di voi…
Questo dimostra ciò che avevo detto dopo la partita: Sabato sera è stata l’Atalanta a fare la gara. Abbiamo provato ad organizzare la manovra sbagliando qualcosa e nei momenti importanti la qualità dei giocatori juventini ha fatto la differenza. Non dimentichiamo che la Juventus ha fatto sei tiri in porta mettendo a segno cinque gol. Una media simile è per forza di cose decisiva.

Felipe Melo, dati alla mano, è stato il migliore nei passaggi riusciti…
Con le dovute proporzioni, lui è ciò che Pirlo è nel Milan. Gioca come regista basso, viene spesso a prendere palla dai difensori quindi un dato simile ci può stare. Parliamo sempre di una squadra piena di campioni, certo che mi sarei aspettato per Diego una statistica così: da noi quello è il lavoro di Guarente.

L’Atalanta gioca, segna ma subisce troppi gol. Che spiegazione si da?
Abbiamo fatto otto reti in cinque gare, un buon bottino. Certamente abbiamo una media pesante in difesa e i gol sono arrivati per errori dei singoli più che per manovre avversarie. Su questo aspetto dobbiamo fare di più, ritrovando tranquillità e con maggiore attenzione si possono risolvere molto problemi. Rispetto ad altre squadre, giochiamo la palla cercando la manovra e questo a lungo andare non può che premiarci: se butti avanti il pallone senza un’idea di gioco ne vinci poche di partite.

Errori individuali e poca tranquillità: si riferiva anche al fallo di Doni su Diego?
Non cerchiamo sempre cose strane interpretando le mie parole. Parlavo dei difensori centrali che hanno commesso delle ingenuità contro la Juve, il fallo di Doni è un’altra cosa.

Arriva la sosta, che lavoro avete in programma?
Rispetto a quella precedente partiamo da una base migliore. La squadra corre e ha una buona intensità dimostrata in ogni gara ad eccezione della ripresa sul campo del Cagliari. Giovedì abbiamo il Trofeo Bortolotti, questo impegno però non sposta di una virgola il nostro programma: lavoreremo su testa e gambe per giungere alla ripresa in condizioni ancora migliori.

Fabio Gennari

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