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Conte suona la carica: con la Juve combatteremo con tutte le nostre forze

Di Redazione6 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

ZINGONIA — Nella consueta conferenza della vigilia, Antonio Conte lascia ancora una volta qualche dubbio sulla formazione. A differenza di altre volte però, la situazione è perfino peggiore. Ad ogni domanda in merito il tecnico salentino risponde senza dare conferme. Nessuna pretattica, semplicemente ci sono tantissimi punti interrogativi che adesso è impossibile cancellare.

Infortuni, influenza e acciacchi vari non spaventano più di tanto il condottiero nerazzurro che contro la Juve, la sua Juve, vuole undici guerrieri.

Mister, partiamo dalle scelte. Tutto deciso?
Non direi proprio, abbiamo ancora un po’ di tempo e voglio capire bene come stanno i ragazzi. Garics e Radovanovic si sono allenati, Pellegrino e Bianco hanno superato l’attacco influenzale di ieri ma Bellini è a letto con la febbre a 38. E’ un momentaccio, inutile nasconderlo, però guarderò in facci ai giocatori e chiederò la loro disponibilità al sacrificio: chi scende in campo deve combattere con tutte le forse, serviranno 11 guerrieri.

Le premesse non sono buone contro una Juve che è sempre la Juve..
Nessuno andrà in campo battuto, non faremo gli agnelli sacrificali. Giochiamo a Bergamo, davanti alla nostra gente. Il nostro campo non deve essere terra di conquista per gli avversari, lotteremo fino alla fine e state certi che sarà dura anche per loro. Se saranno più bravi gli batteremo le mani, la nostra maglia però sarà sicuramente sudata.

Grinta e coraggio nelle prime cinque gare della sua gestione non sono mancati, come mai secondo lei sono spariti a Livorno e Cagliari?
Non sono d’accordo. A Livorno abbiamo condotto la gara, perdendo per un episodio, addirittura forse con troppo coraggio e spavalderia: ci siamo compiaciuti, non siamo stati abbastanza “cattivi” ed è arrivata la sconfitta. Domenica contro il Cagliari fino all’1-0 siamo stati noi a fare gioco, i tre gol in quindici minuti ci hanno colpito ed abbiamo mollato di schianto. Il morale alla ripresa non era dei migliori, nessuno si mette a gioire o sorridere dopo le sconfitte e personalmente non le accetto facilmente. Mi ci vogliono almeno 24 ore, ma poi si riparte per una nuova sfida.

Quella contro la Juve è speciale?
I tre punti in palio sono gli stessi che avremo a Siena dopo la sosta. Ovvio che 13 anni non si dimenticano però sento e leggo cose che non capisco proprio. Si dice che in estate io fossi già a Torino, che avevo addirittura fatto un piano da 80 milioni per il mercato. Fantasie. C’è stato un contatto, non se ne è fatto nulla e io auguro a Ciro Ferrara di stare su quella panchina per molto tempo.

Lei insomma pensa solo all’Atalanta..
Bergamo è il mio presente e il mio futuro, adesso è così e il mio cuore è nerazzurro. Ho firmato fino a fine stagione, giusto che la società valuti il nostro lavoro e poi ci si sieda intorno a un tavolo per parlarne. Io ed il mio staff vorremmo continuare perchè ripartire ogni volta da zero è difficile: qui ci sono le basi, le strutture per aprire un ciclo e se le volontà di tutti collimeranno andremo avanti.

Torniamo alla Juve. Avete trovato qualche soluzione per le palle inattive?
E’ un loro punto di forza, lo sappiamo e ci abbiamo lavorato. Speriamo di migliorare, la cosa importante è stare concentrati e tutti insieme cercare il meglio. Anche Consigli deve stare calmo: lui come tutti è dispiaciuto per gli errori commessi ma deve guardare avanti e con fiducia lavorare per migliorare.

Lei con Doni, Ferrara con Amauri. I più difficili da gestire sembrano i giocatori affermati..
Io parto sempre da un presupposto. Ci vogliono rispetto ed educazione, in tutti i rapporti. Chi esce dal campo non è mai contento, io stesso tante volte ne ho dette quattro a Lippi ma dentro di me. C’è modo e modo di andare in panchina, in quel momento ti senti insostituibile ma poi ci pensi e a mente fredda capisci che può starci. Devo dire che l’aver smesso di giocare solo quattro o cinque anni fa mi aiuta, anticipo e prevedo alcuni malumori e posso intervenire in tempo.

Ultima domanda: un pareggio le andrebbe bene?
Vediamo cosa succede in campo e poi commenteremo il risultato. Oggi torneremo al cinema -prima del Parma la squadra andò a Treviglio, ndr- e domani proveremo con le armi che abbiamo a fare il meglio. Io non devo dimostrare alla Juve qualcosa di particolare, devo puntare al massimo per me e per l’Atalanta che ha l’obiettivo di salvarsi prima possibile. Siamo in emergenza ma cerchiamo dei punti, durante la sosta poi speriamo di recuperare qualche inforunato.

Notiziario. Bianco e Pellegrino si, Bellini no. La novità di giornata in casa nerazzurra è l’assenza di Gianpaolo Bellini, bloccato dalla febbre. Il difensore di Sarnico è comunque convocato, così come Garics e Radovanovic che si sono allenati ma restano da valutare. Azzardare una formazione è difficile, Caserta e Ceravolo hanno qualche chances dall’inizio con Padoin che al momento potrebbe essere schierato in tre posizioni diverse.

Fabio Gennari

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