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Cultura

Ricostruito il vero volto di Nefertiti

Di Redazione5 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La ricostruzione della Regina Nefertiti (immagine Focus storia)

La ricostruzione della Regina Nefertiti (immagine Focus storia)

Un vero capolavoro di tecnologia. E sembra paradossale parlando dell’Antico Egitto. Eppure, attraverso la computer-grafica due studiosi italiani hanno ricostruito il vero volto di Nefertiti, regina egizia vissuta nel XIV secolo a.C.. Lo scrive Focus Storia, che nel nuovo numero pubblica in esclusiva i risultati del lavoro condotto da due esperti: l’etnologo Franco Crevatin dell’Università di Trieste e lo storico della cosmesi e truccatore Stefano Anselmo.

Punto di partenza dello studio, i risultati di una Tac (pubblicati dalla rivista scientifica Radiology) effettuata recentemente sul busto di Nefertiti conservato a Berlino, dai quali era emerso come sotto gli stucchi in realtà si nascondesse un “secondo volto” in pietra, simile ma non identico a quello che si è sempre ammirato.

Proprio da queste differenze – una leggera sporgenza sul dorso del naso, rughe labiali ai lati della bocca, zigomi meno prominenti e palpebre con incavi meno evidenti – Anselmo ha ricostruito la ‘vera’ Nefertiti con l’aiuto della computer-grafica. “In principio ho lavorato sull’incarnato – spiega a Focus Storia – sostituendo nella tomografia i grigi con una tonalità biscotto-ambrata, com’era presumibilmente la pelle di Nefertiti. Per ricostruire il volto ho approfondito l’arte della XVIII dinastia, l’epoca di Akhenaton: capolavori che ritraggono personaggi verosimilmente imparentati con la regina. Nei volti, gli artisti privilegiavano le linee curve. Tenendo conto delle imperfezioni svelate dalla Tac ho creato piccoli accenni di cedimenti ai lati delle labbra, simili a rughe labiali, e occhiaie appena segnate”.

Per il trucco, Anselmo si è ispirato alla tradizione africana.”Riprodurre il volto di una regina circondata da una simile aura di mistero ha richiesto mesi di lavoro e particolare attenzione – sottolinea Crevatin. Anche perché su di lei sono state avanzate le teorie più disparate: c’e chi crede che il busto di Berlino sia un falso e chi pensa che abbia un solo occhio perché la regina aveva perso l’uso dell’altro”. Ma il lavoro dei due esperti si è spinto oltre, fino a ipotizzare – come viene documentato sul mensile – come sarebbe oggi Nefertiti con un trucco e un’acconciatura moderni.

Mentre il vero volto di Nefertiti ha preso forma grazie ai due ricercatori italiani, la sorte del suo ritratto conteso tra Berlino, che lo ospita nel suo Nuovo Museo, e le autorità egiziane rimane incerta. Oggi infatti il segretario generale del Consiglio superiore delle Antichità, Zahi Havass, ha annunciato che la direttrice del museo berlinese è attesa per dicembre al Cairo per negoziare la restituzione del busto della regina, uno dei ritratti di donna più belli dall’antichità ad oggi.

Da Luxor, Hawass ha fatto sapere che gli egiziani presenteranno tutti tutti i documenti che possiedono per provare l’uscita illegale dell’opera dal Paese, avvenuta nel 1913, con l’intento di recuperarla. La responsabile tedesca da parte sua, ha aggiunto, farà altrettanto per provare che il trasferimento fu perfettamente lecito.

Il tedesco Der Spiegel e il britannico Times avevano pubblicato un documento segreto, conservato negli archivi dell’istituto orientale tedesco, secondo il quale l’archeologo Ludwig Borchardt – che aveva scoperto la statua nel 1912 – aveva ingannato gli egiziani sulla sua natura, per portarla illegalmente in Germania. Hawass ha detto che, una volta accettata l’autenticità del documento, l’Egitto non risparmierà alcuno sforzo per recuperare la statua, che risale a circa 3500 anni fa, e ritrae perfettamente i tratti faraonici della regina dal lungo collo.

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