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Politica

Minuti: finché governeremo noi il Crocefisso resterà nelle aule

Di Redazione5 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'assessore comunale all'Istruzione Danilo Minuti

L'assessore comunale all'Istruzione Danilo Minuti

BERGAMO — Il Crocefisso tanto deprecato in sede comunitaria come inno alla costrizione religiosa? “Dalle pareti delle scuole di Bergamo non sparirà mai, almeno finché saremo noi a governare la città”. Parole e imperativo categorico di Danilo Minuti, assessore all’Istruzione del Comune di Bergamo.

La sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo, che ha accolto il ricorso di una cittadina italo-finlandese e, in cascata, dato ragione ai genitori di due alunni di un istituto comprensivo di Abano Terme che reclamavano la rimozione del simbolo di Redenzione dalle aule dell’edificio, è andata decisamente di traverso al centrodestra cittadino. Che ora pare intenzionato ad alzare le barricate, opponendosi alla crociata laicista confortata dalla decisione dei giudici di Strasburgo.

“Ho impegnato i colleghi di Giunta a fare fronte contro lo scempio della nostra identità: il Crocefisso resti dov’è, nessuno lo sposti – ammonisce Minuti -. La sentenza è fuori dal mondo, perché sostiene sostanzialmente che il simbolo religioso in sé costituisce atto d’offesa e di lesione alla libertà di culto. Ma da quando in qua Cristo in Croce comporta automaticamente l’adesione a un credo? Appoggiamo pienamente il ricorso presentato dal governo italiano”.

Tocca allo stesso assessore giustificare più in dettaglio la presa di posizione di Tentorio e alleati: “Affermare che la cultura cristiana non sia identitaria è tanto assurdo quanto rinnegare le radici cristiane del Vecchio Continente. All’interno del sistema educativo il senso del sacro va mantenuto, per combattere un materialismo imperante che tenta d’imporsi a suon di disvalori, relativismo etico e sistematica negazione dell’identità di un popolo e del suo territorio. Bergamo è strettamente legata alla sua Chiesa, da sempre”.

Simone Fornoni

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