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Economia

La Tenaris chiede due mesi di cassa per 2200

Di Redazione5 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Tenaris Dalmine

La Tenaris Dalmine

La richiesta è destinata a far venire i brividi ai contabili dello Stato, quelli che si occupano dei costi degli ammortizzatori sociali. La Tenaris Dalmine ha presentato ai sindacati un piano alternativo ai licenziamenti prospettati il mese scorso. Si tratta di sette settimane di cassa integrazione ordinaria, dal 30 novembre al 17 gennaio, per 2.070 lavoratori, dei quali 1.370 operai e 700 tra impiegati e quadri. Otto settimane invece per i 200 lavoratori dello stabilimento di Costa Volpino, dal 23 novembre al 17 gennaio.

Duemiladuecento persone (e relative famiglie) che finirebbero per ingrossare le file dei lavoratori che hanno dovuto far ricorso agli ammortizzatori sociali, 23mila in tutto in Bergamasca. Le cifre e le nuove richieste dell’azienda sono state rese note in una conferenza stampa dal segretario della Fiom Cgil Mirco Rota. Queste richieste potrebbero far da ponte da qui a fine anno, per partire poi a gennaio con un vero e proprio piano di ristrutturazione che prevede 836 esuberi.

La trattativa tra i sindacati e l’azienda è ancora in corso. Esclusi a priori i contratti di solidarietà, la Tenaris punterebbe a un accordo sugli esuberi, da chiudere prima della fine del nuovo periodo di cassa integrazione. I sindacati lo considerano inaccettabile. La strada, dunque, è tutta in salita.

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