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Salute

Influenza A: facciamo un po’ di chiarezza

Di Redazione5 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'uso di mascherine è consigliato

L'uso di mascherine è consigliato

Se ne sentono un po’ di tutte i colori sull’influenza A. Per evitare leggende metropolitane, non resta che affidarsi agli esperti. Ecco dieci domande e dieci risposte dell’Associazione italiana per la ricerca sui virus, Airv, a fronte della crescente richiesta di informazioni sull’Influenza A/H1N1. Cerchiamo di fare chiarezza:

1) Perché questa influenza si propaga così velocemente?
La propagazione del virus è particolarmente veloce perché il virus è nuovo e coglie il sistema immunitario completamente impreparato. L’influenza stagionale, invece, è una variante di virus che la popolazione ha già incontrato negli anni passati, per cui la parziale immunità presente nelle comunità ne limita e rallenta il contagio.

2) Come si trasmette?
Le vie d’ingresso del virus nel nostro corpo sono la bocca, il naso e gli occhi. Il virus si trasmette da persona a persona o direttamente mediante microgocce espulse parlando, con colpi di tosse e starnuti, oppure indirettamente quando le nostre mani toccano una superficie contaminata e poi le portiamo senza pensarci a bocca, naso o occhi, nostri o altrui. Ricordiamo che il virus ama l’umidità, il sovraffollamento, teme il forte calore e… la pulizia! Per cui a rischio sono tutti i luoghi di raduno (come nelle ore di punta) dove ci si respira addosso.

3) La vaccinazione è efficace?
Il vaccino, protegge dal virus almeno 8 persone su 10, e riduce drasticamente la diffusione del virus.

4) La vaccinazione è sicura?
Il vaccino non contiene virus infettante e le sostanze cosiddette ‘adiuvanti’, che aiutano il sistema immunitario a reagire al materiale vaccinale, sono sicure. Il vaccino non va somministrato a persone con ipersensibilita’ alle proteine dell’uovo o ad altri componenti del vaccino e a persone che abbiano manifestato reazioni allergiche o reazioni di tipo neurologico in seguito a precedenti vaccinazioni anti-influenzali. La vaccinazione è sconsigliata a chi soffre di malattie autoimmuni.

5) Chi si deve vaccinare?
Oltre agli operatori che assicurano i servizi pubblici, il vaccino è consigliato a gravide al secondo e terzo trimestre di gravidanza, a donne che hanno partorito da meno di sei mesi o coloro che accudiscono neonati, a bimbi nati da meno di 24 mesi gravemente pretermine, a bambini, adolescenti e adulti compresi tra 6 mesi e 27 anni. Infine alle persone portatrici di malattie croniche dell’apparato respiratorio, diabete, cardiopatie, obesità etc.

6) Quali sono i sintomi nell’adulto?
L’esordio è brusco, con febbre a 38°C o superiore, con combinazioni di sintomi quali malessere generalizzato, sudorazione e brividi, spossatezza, mal di testa, tosse, mal di gola o congestione nasale.

7) Quali sono i sintomi nel bambino?
Nei bambini, oltre ai sintomi degli adulti, è importante tener presente che i più piccoli non sono sanno descrivere sintomi, ma possono manifestare segnali quali irritabilità, pianto, inappetenza; nel lattante l’influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre; occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell’influenza nei bambini in eta’ prescolare, in caso di febbre alta e, infine nei bambini da 1 a 5 anni le manifestazioni influenzali sono spesso accompagnate da infiammazione della gola, bronchite e febbre alta.

8) Quando è il caso di chiamare il medico?
Non prendere l’iniziativa di recarsi presso l’ospedale, ma chiamare il proprio medico se compaiono sintomi di allarme, che sono, negli adulti: fiato corto o respiro affannoso, dolore o senso di compressione al torace o all’addome, improvvisa vertigine, confusione mentale, vomito grave o persistente; nei bambini: respiro frequente e difficoltoso, colorito scuro-bluastro, mancanza di sete, forte sonnolenza e scarsa interazione con gli altri, forte irritabilita’, tanto da non voler essere toccato, iniziale miglioramento dei sintomi influenzali, seguito da nuovo peggioramento con febbre e aggravamento della tosse, febbre accompagnata da eruzione cutanea.

9) Come si può evitare il contagio e limitare la diffusione del virus?
Evitare i luoghi a rischio, scegliere grandi stanze per le riunioni che non si possono evitare e distribuirsi a distanza, non usare oggetti o strumenti altrui, evitare le strette di mano. Lavarsi le mani con cura e spesso con sapone (per almeno 40 secondi) o detergenti per le mani a base di alcol o amuchina (per almeno 20 secondi). Poi evitare gli stress, mangiare sano e bere molti liquidi. Vaccinarsi! Se si è malati stare a casa e proteggere gli altri dai propri colpi di tosse o starnuti. Mascherine e i respiratori N95 possono aiutare.

10) Come si proteggono i bambini piccoli?
Occorre evitare di esporli alle proprie e altrui secrezioni, dunque proteggerli da colpi di tosse/starnuti mentre lo si alimenta ed evitare che vengano toccati da chi non lo accudisce. Tutto quel che viene portato alla bocca dei piccoli (giocattoli, etc.) è a rischio se ha toccato superfici contaminate. Se il piccolo si ammala, continuare ad allattarlo al seno, anche se la mamma è influenzata: il latte materno è la migliore medicina, e trasmette al bambino gli anticorpi che la mamma va producendo contro il virus. Se il piccolo e’ troppo debole per succhiare, può bere il latte da una tazza, un biberon, un contagocce.

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