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Bergamo

Inchiesta Stadio: la Curva Nord è vecchia e piena di malanni

Di Redazione5 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Curva Pisani

La Curva Pisani

BERGAMO — Durante le gare interne dell’Atalanta, è il cuore pulsante del tifo nerazzurro. Per il quarto appuntamento dell’inchiesta sullo stadio, Bergamosera vi porta nei meandri della Curva Pisani, il settore sicuramente più utilizzato e conosciuto del Comunale.

Aggirarsi qui in un qualunque pomeriggio dell’anno permette di scoprire gli angoli più nascosti, vedere bene i difetti e valutarne con obiettività lo stato: i volti, le mani alzate e l’urlo costante delle domeniche pallonare nasconde  spesso una situazione difficile, una struttura vecchia e francamente inadeguata.

In pochi forse sanno che in origine il vecchio Brumana era dotato solamente delle due tribune centrali e al posto della curva Pisani c’erano dei campi da tennis. Lo stadio fu progettato pensando anche ad altre discipline sportive, in curva sud i progettisti avevano posizionato una piscina che con la pista di atletica leggera posizionata intorno al terreno di gioco completava l’offerta per i bergamaschi.

Negli anni successivi vennero costruite le due strutture in cemento per completare l’anello dedicato agli spettatori, in alcune fotografie storiche è facile vedere il cerchio completo in muratura mentre solo successivamente si decise di eliminare la pista in cenere, riservando così l’impianto solo al calcio: la sistemazione delle gradinate in ferro, tuttora presenti, completano la disponibilità dei posti per i tifosi più accesi della Dea.

Dal punto di vista strutturale la Curva Pisani, ma lo stesso discorso vale per la Sud, è sicuramente vecchia e piena di malanni. Chi la frequenta abitualmente ci ha fatto l’abitudine, qualcuno troverà il contesto “old style” perfino romantico ma obiettivamente è difficile pensare questo settore accogliente e confortevole. Nessun seggiolino installato, gradoni di cemento numerati con scritte di vernice nera ed una striscia gialla a delimitare le “scale” di accesso: esattamente il contrario di tutto quello che le nuove normative impongono, sia in termini di sicurezza che in termini di comodità per gli spettatori paganti.

I gradoni dove si segue la partita, terribilmente tristi quando lo stadio è vuoto, sono in condizioni precarie. Basta guardarsi un po’ in giro per trovare “toppe” di cemento, chiaro segnale di come si cerchino improbabili interventi di sistemazione su qualcosa di molto vecchio cui servirebbe una ristrutturazione. Le strutture in ferro, ad esempio i pali posizionati nella parte alta che sostengono la rete di protezione, sono arrugginite e se le scale di accesso esterne pur in cattivo stato fanno il loro lavoro, sono le tribune in ferro e le zone sottostanti quelle messe peggio: tubolari e panchine sopra le quali la gara si segue in piedi senza alcuna protezione che impedisca l’accesso alla zona di costruzione.

All’esterno della recinzione, quella conosciuta ai più come antistadio, è presente l’area di pre-filtraggio che occupa interamente il vecchio parcheggio utilizzato in settimana. Anche in questo caso nessun posto auto è disponibile nelle giornate di gara con tutti i problemi di viabilità che interessano le vie intorno allo stadio.

I tornelli sono sistemati al centro della curva mentre per il deflusso al termine della gara vengono utilizzati i varchi distribuiti lungo tutto l’antistadio.

Non fosse per gli innumerevoli murales che danno un tocco di colore, “la pancia della curva” assomiglia ad un enorme piazzale buio e coperto con sbarre e pannelli di protezione un po’ ovunque. Prima delle partite o durante l’intervallo queste zone sono utilizzate dai tifosi sia per scambiare le impressioni sulla gara che per trovare riparo nelle occasioni in cui il tempo è inclemente. Punti di ristoro? Solo un bar, struttura in lamiera simile ad un container e pochi addetti al lavoro: ogni volta una coda infinita per acquistare un bicchiere di acqua.

Per un settore dove a pieno regime possono entrare oltre seimila persone, è doveroso sottolineare come i servizi igienici siano assolutamente inadeguati. Ci sono pochi gruppi di gabinetti, le cui condizioni sono facilmente valutabili dalle immagini, sia per le donne che per gli uomini. Se i maschietti tutto sommato si arrangiano senza grossa fatica, è facile immaginare l’imbarazzo delle signorine quando il bisogno è urgente.

Urla, cori, magari qualche spintone. Le possibilità di infortunio ci sono ma in quel caso è meglio rialzarsi subito. Per le urgenze infatti non è presente un posto di soccorso fisso, ci sono uomini del 118 pronti a intervenire ma il punto più vicino in caso di grossi problemi è quello situato in alto nella tribuna Centrale vicino ai Distinti. Raggiungerlo, in condizioni disperate e con tutta la gente intorno, è un’impresa.

Fabio Gennari

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