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Cultura

Il Muro di Berlino in mostra a Palazzo Frizzoni

Di Redazione5 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Comincia la costruzione del Muro di Berlino

Comincia la costruzione del Muro di Berlino

Celebrare il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino offre a tutti la possibilità di riflettere sugli storici avvenimenti che hanno portato all’unificazione dell’Europa. Per questo il Comune di Bergamo ha organizzato una mostra fotografica che ha aperto quest’oggi i battenti a Palazzo Frizzoni e resterà aperta fino al 12 novembre.

Il titolo della mostra è “Il futuro oltre il muro. Ricordi e testimonianze inedite a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino”. La rassegna è organizzata dal Comune con il Consolato generale della Repubblica Federale di Germania a Milano, e allestita dall’associazione Arcobaleno Vicentino onlus. L’ingresso è libero negli orari di apertura del palazzo comunale. In mostra fotografie, libri, giornali di tutta Europa.

“Il Muro di Berlino – spiegano gli organizzatori – si scrive con la M maiuscola perchè è diventato nell’accezione comune il muro per antonomasia. Troppo grandi sono state infatti le paure, le sofferenze, i dolori e infine l’inaspettata gioia di una generazione, quella dei nostri padri, che a qualsiasi latitudine ha visto, sentito, e avvertito la presenza del Muro come un evento inaudito, capace di segnare per sempre la propria esistenza. La mostra vuole allora cercare di capire come sia stato possibile che in Europa per più di quarant’anni siano sopravvissuti sistemi politici così sbagliati da permettere che il sopruso, la menzogna e la violenza costituissero comuni strumenti di potere. Con la storia del Muro si legge in filigrana la storia recente dell’Europa e con la sua caduta si comprende l’inizio dell’era della globalizzazione, alla quale attualmente tutti noi apparteniamo”.

“La storia, contrariamente all’interpretazione di molti politologi, non ha scritto la parola fine nell’89. Benché viviamo in una società in cui ci terrorizzi il deserto di valori condivisi e l’indifferenza verso ogni regola morale, è necessario lavorare per trasferire serenità al futuro e la costruzione di un’Europa unita è la più straordinaria risposta programmatica ai dubbi e alle incertezze dell’attuale difficile situazione economica e sociale. La caduta del Muro di Berlino ha provocato tante speranze, alcune si sono rivelate ancora illusioni (dall’unità delle Chiese cristiane alla riduzione sostanziale degli ordigni atomici). Non dobbiamo perdere una sana ambizione positiva che ci faccia essere (ieri realisti nel tempo delle ideologie) oggi idealisti nell’era della mediocrità. Se è vero, secondo le parole di Willy Brandt, che dopo l’89 nulla sarà più come prima, non c’è nell’attuale crisi tenebra che debba oscurare la luce del sogno europeo”.

“Se possiamo assumere il muro come metafora della modernità – chiosano gli organizzatori – dobbiamo allora chiederci quali sono i muri che anche oggi dobbiamo abbattere, raccogliendo la sfida lanciata l’anno scorso da Barack Obama proprio a Berlino: è arrivato il momento di costruire nuovi ponti in tutto il mondo”.

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