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Cinema tedesco dopo il Muro: tutti gli appuntamenti

Di Redazione5 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il muro di Berlino

Il muro di Berlino

La rassegna “L’ombra del muro. Cinema tedesco dopo l’89” si aprirà, come vi abbiamo anticipato, domani e proseguirà da lunedì 9 a giovedì 12. Ecco tutti gli appuntamenti.

Lunedì 9 novembre presso l’ Università degli Studi, sede di Via Pignolo 123, Aula 1, ore 17.30, proiezione di “La Chiesa di San Nicolai” (Germania, 1995 Dur.: 138’). Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore tedesco orientale Erich Loest, il film  ricostruisce le vicende della resistenza popolare e dei movimenti di opposizione civile che iniziarono a organizzarsi a Lipsia nel 1987. Le preghiere settimanali del lunedì divennero occasione di raduno dell’ opposizione e accompagnarono la crisi e poi il crollo del regime, culminando il 9 ottobre del 1989 con una grandiosa e pacifica manifestazione di massa che, per la prima volta nella storia del paese, non fu repressa dalle autorità. Nella storia tedesca più recente e nella sua trasfigurazione epica   quella data è considerata l’inizio della rivoluzione pacifica che avrebbe condotto, un mese più tardi, alla caduta del Muro di Berlino e all’apertura della frontiera. Il film, in omaggio a una poetica da ‘romanzo popolare’, sceglie di intrecciare gli eventi storici alle vicende di una famiglia della DDR, legata all’apparato di potere e poi coinvolta negli inarrestabili mutamenti della storia.

Si prosegue martedì 10 novembre sempre presso la sede di Via Pignolo 123,  aula 1, ore 17.30. E’ la volta de “L’Intoccabile” ( Germania, 1999 Dur.: 110’). Ispirato alla vita   della madre del regista, la scrittrice tedesco-occidentale Gisela Elsner, il film racconta gli ultimi mesi di vita dell’eccentrica Hanna Flanders, una nota autrice di sinistra ormai sul viale del tramonto. La sua crisi esistenziale e artistica, che diventa un tragico e irrimediabile percorso nell’abisso della depressione, coincide con la caduta del Muro, simbolo – in questo caso – del crollo dell’utopia. Nella speranza che il 9 novembre dell’ 89 possa offrirle occasione di un nuovo inizio, Hanna lascia Monaco per Berlino, dove tenta di riallacciare i rapporti con amici e colleghi della DDR. Pur narrando una vicenda umana estrema, il film propone così una riflessione sul significato politico e umano che la fine del socialismo ha assunto per gli intellettuali tedeschi della sinistra sia orientale che occidentale. Molti riconosciment internazionalii, in particolare il German Film Award nel 2000 e  il Premio della critica tedesca 2001 come miglior film e migliore attrice protagonista.

Mercoledì 11 novembre, sede di Via Pignolo 123 , aula 1, ore 17.30 , proiezione di “Luci” ( Germania, 2002 Dur.: 105’). Il confine tra la Germania e la Polonia, oggi pacificamente segnato dal fiume Oder, è certo quello che fino al 1989 la Storia ha marcato in modo più tragico. Ambientati all’inizio del 2000 tra la città tedesco-orientale di Francoforte sull’Oder e quella polacca di Slubice – affacciate sulle sponde opposte del fiume – gli episodi intorno a cui è costruito il film si svolgono nel corso di due giorni. Le diverse storie propongono una riflessione sulla dolorosa persistenza delle barriere nell’epoca che proclama con euforia l’abbattimento delle frontiere tra Est e Ovest. Schmid intreccia i destini di diversi personaggi alle prese con  la durezza e la violenza del mondo contemporaneo. Tra i riconoscimenti, la medaglia d’argento al Deutscher Filmpreis 2003 e il Premio internazionale dei critici e dei giornalisti alla Berlinale 2003.

La rassegna si chiuderà giovedì 12 novembre, sede Via Pignolo 123, aula 1, ore 17.30, con “Berlino. Sinfonia di una grande città” (Germania, 2001 Dur.: 77’). A oltre settant’anni di distanza dal celebre documentario di Walter Ruttmann Berlino, Sinfonia della grande città (1927), Thomas Schadt si cimenta con quel modello ormai classico per ridisegnare il ritratto della nuova capitale della Germania riunificata. Il regista si affida ancora al bianco e nero muto, investendo nel  sapiente montaggio di immagini e musica per accompagnare la vita della metropoli attraverso le diverse ore del giorno e della notte. A scandire il ritmo della pulsazione urbana è lo sguardo attento alle geometrie degli spazi e ai movimenti dell’umanità più varia che abita, lavora, si muove, si svaga nelle strade e nei luoghi più disparati di una Berlino colta in una nuova fase di affascinante e radicale trasformazione della sua fisionomia.

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