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Il cinema tedesco dopo la caduta del Muro

Di Redazione4 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La caduta del muro di Berlino

La caduta del muro di Berlino

Il cinema tedesco dopo il 1989, ovvero dopo la caduta del muro di Berlino. Si aprirà venerdì 6 novembre la rassegna dedicata a cinema e germanistica promossa dall’ Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con Goethe Institut, Lab 80 e Fondazione Alaska. L’evento è intitolato “L’ombra del muro. Cinema tedesco dopo l’89 ” e si terrà presso l’ Auditorium di Piazza Libertà dal 6 al 12 novembre. Oggi vi proponiamo il programma di venerdì 6. Nei prossimi giorni vi comunicheremo tutti gli altri appuntamenti.

La caduta del Muro di Berlino e l’abbattimento della Cortina di ferro sono stati eventi di enorme impatto simbolico ai quali il cinema ha reagito – e continua a reagire –  con estrema vivacità e varietà di registri tematici e linguistici. Attraverso l’occhio della telecamera i registi più interessanti del cinema tedesco hanno saputo cogliere le complesse e contraddittorie ripercussioni della fine di un’epoca sui luoghi che ne sono stati teatro e sulle esistenze degli uomini che le hanno vissute. I film della rassegna offrono una percezione critica della realtà tedesca dopo il 1989, avvertita anche come irripetibile occasione di sperimentazione estetica. Le proiezioni avranno inizio venerdì 6 novembre 2009, sempre presso l’ auditorium di Piazza Libertà alle 17.30, con l’introduzione di Eva Banchelli, professore associato di Letteratura tedesca e Letteratura tedesca moderna e contemporanea della nostra Università.

Il primo film sarà “Il muro” (Titolo originale.: Die Mauer , R. e scen.: Jűrgen Bőttcher Or.: Germania, 1991 Dur.: 99’). Girato tra il ’89 e il ’90 dal pittore e regista tedesco orientale Jürgen Böttcher per la Defa, la più prestigiosa casa di produzione della Ddr, il documentario raccoglie le impressioni all’abbattimento del Muro di Berlino rinunciando a qualsiasi commento e proponendo le immagini come occasione di meditazione sulla storia. Il percorso della macchina da presa spazia dai luoghi più celebri e carichi di reminiscenze della capitale tedesca – la Porta di Brandeburgo, il Reichstag, il Potsdamer Platz – fino alle viscere della città, in particolare le stazioni sotterranee della metropolitana che erano state interdette al traffico durante gli anni della divisione. Premio europeo per il miglior documentario 1991, è un memorabile verbale di smantellamento del confine intertedesco a Berlino e, allo stesso tempo, un requiem per quel Paese al quale il cineasta e pittore Jürgen Böttcher è stato legato per 40 anni da uno stretto rapporto di amore e odio. In collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e Goethe Institut.

Secondo appuntamento in serata, alle 21, sempre all’Auditorium, con “Schulze vuole suonare il blues” (Titolo originale: Schultze gets the blues,  Regia e sceneggiatura: Michael Schorr; Musica: Thomas Wittenbecher; Durata: 114 minuti). In un centro minerario della Germania orientale colpito dalla depressione economica e sociale successiva alla riunificazione tedesca, il mite e silenzioso Schulze  viene collocato in prepensionamento e sembra destinato a una vita malinconica, spesa tra la solitudine domestica e l’osteria dove si diletta a suonare vecchi motivi popolari alla fisarmonica. L’improvviso incontro, attraverso una trasmissione radiofonica, con la musica Blues apre invece all’improvviso una breccia nella sua esistenza, spingendolo a lasciare il villaggio, da cui non aveva mai potuto allontanarsi, per raggiungere la lontana Louisiana in un viaggio avventuroso e stralunato alle sorgenti delle melodie che hanno saputo magicamente riscattare la sua esistenza. Tra i molti riconoscimenti ricevuti, anche il Premio speciale San Marco alla Mostra del cinema di Venezia 2003 e il Premio della Critica tedesca nel 2005.

Tutti i film della rassegna saranno a ingresso libero. Solo per la proiezione di “Schulze gets the Blues” è richiesto un ingresso di 3 €.  I film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano. “Schulze gets the Blues” è doppiato in italiano.

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