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Politica

Il Treno Blu rischia di sparire: Stucchi interroga il ministro

Di Redazione2 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Treno Blu

Il Treno Blu

ROMA — La politica di razionalizzazione dei costi di Trenitalia non colpisce solo il Pendolino Bergamo-Roma ma rischia di appiedare anche il Treno Blu, il trenino turistico con locomotive a vapore lanciato dall’omonima associazione che potrebbe essere costretto allo stop dopo 16 anni di onorato servizio.

Da 16 anni l’Associazione di volontariato “Ferrovia del Basso Sebino” che lo gestisce, l’unica in Italia a gestire regolari servizi ferroviari turistici su linee dismesse con la collaborazione di varie imprese ferroviarie, ha consentito a centinaia di migliaia di persone di scoprire grazie a questi treni storici le grandi ricchezze ambientali, paesaggistiche ed enogastronomiche di un ampio territorio tra Val Calepio e Lago d’Iseo, tra Franciacorta e, recentemente, Val Camonica.

Ora però Trenitalia, che è proprietaria dei convogli chiede un canone d’affitto troppo alto, che l’Associazione che vive di contributi di enti locali, non può assolutamente permettersi. Il rischio, dunque, è la fine dell’epopea ferroviaria.

Per questo i parlamentari della Lega Giacomo Stucchi e Davide Caparini hanno presentato quest’oggi un interrogazione parlamentare al Premier Berlusconi, al ministro dei Trasporti e al ministro dell’Economia Tremonti.

“In un momento così particolare di grave congiuntura economico-occupazionale – sottolineano i due leghisti – sono stati molto significativi i benefici del servizio del Treno Blu per tutta l’economia della zona visto che, da uno studio di alcuni anni fa, era risultato un ritorno sul territorio più che doppio, rispetto a quanto speso per la gestione”.

“Dal prossimo anno – prosegue il documento – la società Trenitalia SpA, proprietaria dei treni storici utilizzati per il servizio, chiederà un aumento del costo contrattuale, nell’ambito di una politica nazionale di revisione e trasparenza, che comunque l’Associazione non potrà mai coprire. L’Associazione sopporta tutti gli oneri finanziari e gestionali del Treno Blu riuscendo, con i contributi di alcuni Enti Locali, comunque a garantire sempre un sostanziale pareggio di gestione dell’intera iniziativa”.

Pertanto Stucchi e Caparini chiedono ai ministri se “considerando anche le difficoltà derivanti dalla crisi economica in corso, non si ritenga opportuno invitare la società Trenitalia S.p.A. a soprassedere per tutto il 2010 all’applicazione dell’annunciato aumento contrattuale, al fine di consentire all’Associazione di poter continuare ad operare il servizio del Treno Blu”. E se in alternativa, “non ritengano opportuno erogare un contributo straordinario da destinare, tramite gli Enti locali interessati, all’Associazione Ferrovia del Basso Sebino garantendo quindi il servizio svolto dal Treno Blu che, in modo originale e concreto, contribuisce a creare ricchezza nella parte del territorio lombardo che comprende le province di Bergamo e Brescia”.

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