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Scuola

Cittadinanza attiva: edifici scolastici italiani in stato pietoso

Di Redazione2 novembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
il degrado in cui versano gli edifici scolastici al Nord come al Sud

il degrado in cui versano gli edifici scolastici al Nord come al Sud

Quello che ne è uscito è un quadro desolante. Secondo un’indagine di “Cittadinanza attiva”, gli edifici scolastici italiani sarebbero in uno stato pietoso. Impianti e fili elettrici scoperti e non a norma, finestre rotte, assenza di porte con apertura antipanico, assenza di certificati di staticità per gli edifici in zone sismiche.

Non c’è linea di confine, il problema riguarda il nord e il sud Italia. Da Messina dove la facciata dell’Istituto agrario Cuppari è letteralmente devastata, a Roma dove l’Istituto Ceccherelli è stato abbandonato dopo le piogge di metà ottobre perché entravano cascate d’acqua, fino a Milano dove il vecchio convitto della scuola del parco Trotter aspetta il restauro da anni ed è oggi occupato da extracomunitari che ci vanno a dormire.

Secondo l’inchiesta, pubblicata dal settimanale “Gente” il 34 per cento degli istituti non ha una palestra propria, che il 29 per cento delle aule monitorate ha finestre non integre, il 15 per cento presenta segni di fatiscenza, il 17 per cento distacchi di intonaco, il 29 per cento prese o interruttori divelti, l’84 per cento non ha porte con chiusure antipanico.

Per questo il ministro Gelmini sarebbe già corso ai ripari. Con un’intesa “per costituire gruppi di lavoro regionali, con la partecipazione del ministero dell’Istruzione di quello delle Infrastrutture, delle Regioni, delle Province e dei Comuni, che provvederanno a effettuare sopralluoghi su tutte le costruzioni scolastiche”. “A oggi abbiamo monitorato il 58 per cento degli immobili – ha detto la Gelmini -, sarà così possibile ricavare la lista delle priorità degli interventi”.

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