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Politica

La Provincia “in bolletta”: neanche i soldi per gli spalatori

Di Redazione30 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede della Provincia di Bergamo

La sede della Provincia di Bergamo

BERGAMO — Ci avevano insegnato a considerarla un esempio di “grandeur”: grandi ambizioni, grandi progetti, grandi nomi, grande disponibilità di soldi, grandi spese. Ora invece, a detta della nuova amministrazione in carica da circa 4 mesi, si scopre che la Provincia di Bergamo è praticamente “in bolletta”, almeno per questa fine anno. Lo ha spiegato il presidente Ettore Pirovano ieri sera in consiglio provinciale: a bilancio di un ente che raccoglie tasse e contributi da 1,1 milioni di persone, per gli ultimi due mesi di questo 2009 c’è rimasto ben poco.

“Non abbiamo nemmeno i soldi sufficienti per far fronte alle spese di una nevicata” ha detto il numero uno di via Tasso, eletto nel giugno scorso. “Per l’emergenza neve è stato possibile accantonare solo 450mila euro”. E dire che nel 2006, per spargimento di sale, spazzamento delle strade e riparazione delle buche, se ne spesero 4 di milioni: 8 miliardi delle vecchie lire, per capirci meglio. Il normale “budget neve” e sempre stato sui due milioni: 4 volte i fondi ora disponibili a bilancio. Tanto che Pirovano ha incrociato le dita: “Speriamo che non nevichi come gli inverni scorsi, altrimenti dovremo rinviare i pagamenti all’anno dopo”.

Insomma, non c’è trippa per gatti. Sono rimasti solo 1,2 milioni assegnati agli assessorati, in particolare alle Politiche sociali, per le necessità più urgenti. Mentre con una delibera altrettanto urgente sono stati racimolati 140mila euro per gli avvocati che hanno in mano alcune cause legali ancora aperte.

Per il resto, impossibile raschiare il barile, dal momento che nel fondo di riserva sono rimasti solo 32mila euro “visto che qualcuno – ha detto Pirovano riferendosi alla precedente amministrazione – ha prelevato da qui per organizzare una mostra di icone costata in tutto 780mila euro”. Di contributi di fine anno proprio non se ne parla. Ci saranno solo 250 euro per i commercianti di via Camozzi, per le luminarie.

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