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Politica

Palafrizzoni: l’aeroporto infiamma il consiglio comunale

Di Redazione27 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo sviluppo dell'aeroporto ha infiammato il consiglio comunale

Lo sviluppo dell'aeroporto ha infiammato il consiglio comunale

BERGAMO — All’improvviso il pubblico presente si è alzato in piedi e ha abbandonato l’aula in segno di disappunto. Al grido di “vergogna, i cittadini siamo noi” decine di persone si sono incamminate verso l’uscita, fra discussioni e ricriminazioni. E’ stata una serata movimentata quella di ieri in consiglio comunale. Sul tavolo, d’altronde, c’era un argomento molto “sentito”: l’espansione dell’aeroporto di Orio al Serio.

Un piano da 66 milioni di euro da qui al 2013, per adeguare le strutture e renderle più degne della quarta aerostazione d’Italia per numero di passeggeri, la terza per merci trasportate. A spiegare come verrà investita questa montagna di denaro c’era in aula Mario Ratti, il presidente della Sacbo (la società di gestione dell’aeroporto). Ratti ha toccato tutte le questioni che riguardano l’aerostazione bergamasca. Dall’adeguamento infrastrutturale di terminal e parcheggi, al numero di voli e passeggeri, alle previsioni di sviluppo, alle strategie nei confronti degli altri scali lombardi, al patto di sindacato per garantire che il nostro aeroporto resti in mani pubbliche e soprattutto bergamasche. Spazio anche all’auspicabile collegamento ferroviario con la città e il sistema Fs. Per poi finire con gli aspetti ambientali e gli interventi di mitigazione “su cui spenderemo tutte le risorse a disposizione. E poi, se necessario, apriremo un tavolo di confronto con le istituzioni per metterne a disposizione altre”.

Le aperture di Ratti, però, non sono bastate. I residenti dei quartieri che circondano l’aeroporto hanno storto il naso. Anche perché contavano di avere chiarimenti dal presidente Sacbo che, invece, non è rimasto in aula. Fra il pubblico anche molti esponenti del combattivo Comitato aeroporto, quello che dal 1989 si batte per i residenti di Colognola che vedono volare gli aerei sulle loro teste. A pochi metri dalle case, anche in virtù del cambio delle rotte di decollo che è in sperimentazione. Insomma, la platea era gremita. E come sanno bene i cronisti, quando quelle sedie di solito vuote si riempiono, il barometro si mette a tempesta.

Così è stato. Il pubblico ha cominciato a rumoreggiare già durante l’intervento di Franco Tentorio. Il sindaco ha ribadito il ruolo determinante dell’aeroporto per l’economia bergamasca. “L’aeroporto per noi è un valore – ha detto -, si tratta dell’azienda più grande di Bergamo, che con l’indotto dà posti di lavoro a 18mila persone e rappresenta il 7,5 per cento del Pil bergamasco”.

Sulle strategie di sviluppo dell’aeroporto, il sindaco ha ribadito la “centralità di Orio”, mentre eventuali operazioni sullo scalo di Montichiari devono essere considerate come “un corollario, non l’essenzialità”. Quanto al collegamento ferroviario con la città, Tentorio ha detto che l’amministrazione comunale sta facendo tutto il possibile in Regione per far diventare “indispensabile” il progetto. “Ma è evidente che i 160-200 milioni necessari si possono conseguire solo con la piena intesa politica e istituzionale”.

“Lo sviluppo dell’aeroporto però deve essere compatibile con le esigenze di vita della gente – ha precisato il sindaco -. Abbiamo il diritto e il dovere d’imporre il rispetto delle leggi vigenti in materia ambientale. Servono interventi di mitigazione e riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico che quest’amministrazione perseguirà fino in fondo”. Ma è stato sulla possibilità di venire incontro alle richieste dei residenti con interventi sulle case che dal pubblico si sono alzati i primi mugugni, forse dovuti a un fraintendimento.

La tensione si è fatta palpabile durante l’intervento dell’assessore all’Ambiente Massimo Bandera che, bontà sua, si è prestato al confronto con la platea che gli chiedeva conto dei dati rilevati dalle centraline del rumore. Bandera ha chiamato in causa Arpa, commissioni e “inquinamento acustico ereditato” e, nonostante gli inviti al silenzio rivolti dal presidente del consiglio comunale al pubblico, la situazione è degenerata. L’assessore ha cercato di rintuzzare e, fra dati noti e meno noti, la tensione è salita alle stelle.

E’ poi precipitata del tutto durante l’intervento del consigliere leghista Daniele Belotti. “Dobbiamo conciliare le ragioni dell’economia con quelle dei residenti – ha detto -. Nell’ottica della riconversione della nostra economia verso il turismo, l’aeroporto diventa indispensabile…”. Neanche il tempo di finire il ragionamento che dal pubblico si sono alzate urla e grida di protesta. “Vergogna, vergogna, e intanto noi non possiamo più vivere”, “Vai tu a vivere all’aeroporto”, “Facile parlare”. E in un impeto di sdegno, i residenti del Comitato aeroporto hanno abbandonato l’aula.

E’ toccato all’ex sindaco Bruni spiegare la posizione del centrosinistra. Per l’opposizione, l’aeroporto è fondamentale ma anche fonte di disturbi ambientali gravi. “Chiediamo il riposizionamento e l’incremento delle centraline di rilevamento acustico e un’indagine epidemiologica sulle conseguenze dell’inquinamento sulla città” ha detto il leader del centrosinistra. Bruni ha ribadito l’importanza dell’aerostazione bergamasca, ma ha sottolineato che ” per noi il limite massimo di espansione è già stato toccato. Il muro dei 68750 movimenti l’anno non è superabile. Per questo riteniamo che l’aeroporto di Orio sia una risorsa finita, e non sia possibile ampliarlo”. Quanto alla strategia futura, secondo Bruni “Sacbo deve intervenire e giocare un ruolo importante nella partita lombarda. Per questo riteniamo che le operazioni fuori dallo scalo bergamasco siano un punto centrale e non un corollario come ha affermato il sindaco”.

Wainer Preda

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