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Atalanta, Conte punta in alto: voglio fare meglio di Del Neri

Di Redazione27 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

ZINGONIA — Il tempo, come dice lui, è galantuomo. Ci dirà quanto vale questa Atalanta, senza dubbio. Ci sarà una classifica, dei punti, gioie e speriamo poche sofferenze. Quello è l’epilogo, per tutti è fondamentale significhi salvezza.

Ogni conferenza di Antonio Conte però è una gemma, diversa dalle altre ma ugualmente importante. Trentuno minuti davanti a telecamere e taccuini, mai in difficoltà e sempre pronto alla risposta. Ad ogni domanda, anche la più scomoda.

Mister Conte, vedendo la sua Atalanta vengono in mente le parole di Gregucci. Diceva che l’allenatore conta poco, che non segna gol o para rigori. Che ne pensa?

Non sono d’accordo, nella maniera più assoluta. Un tecnico deve avere delle idee, proporle al gruppo e cercare tutti i modi per metterle in pratica. Ovviamente servono giocatori in grado di recepire e mettere in pratica, in questo l’Atalanta è grande. Però se uno non ha idee è un gestore, ce ne sono in giro ma io credo sia più importante fare l’allenatore.

L’Atalanta oggi conquista punti con merito. Frutto di una crescita mentale o fisica?

Tralasciate un aspetto importante, cioè l’organizzazione di gioco. Se i miei giocatori non sapessero cosa fare, dove andare o come muoversi tutto sarebbe improvvisato: credo che questa squadra abbia grandissimi margini di miglioramento ma quello che abbiamo ottenuto finora è legato all’organizzazione di gioco che io ed il mio staff stiamo cercando di trasmettere.

Certo che stupisce quanto la situazione sia migliorata in poco tempo…

Sicuramente è merito di chi sul campo mette in pratica il lavoro quotidiano. Non lo dico per ruffianeria o altro, lo penso davvero: il giorno che inizierò a vedere che i ragazzi non mi seguono state tranquilli che verrò a dirlo in sala stampa.

Parliamo della gara di Livorno. Doni come sta?

Abbiamo altre 24 ore per decidere e voglio sfruttarle appieno. Lavora tanto, domenica mi è piaciuto anche se qualcuno rispetto ad altre volte in cui ha esagerato con i giudizi positivi stavolta è stato negativo. Lui è un giocatore importante che ha qualche problema, vedremo come impiegarlo al meglio.

In occasione del rigore ci siamo stupiti di non vederlo sul dischetto..

Non sono arrivate indicazioni da parte mia, ad Arezzo sbagliammo ben cinque rigori decisivi nelle prime nove giornate quindi a me interessava solo segnare. Se non se la sentiva è stato un grande gesto lasciarlo ad altri, significa pensare al “noi” prima che al resto. I gol per lui contano e sono sicuro che presto segnerà i due che gli mancano per arrivare a quota cento.

Altre novità di formazione?

Non avremo De Ascentis ma Barreto domenica mangiava il campo dalla voglia che aveva di rientrare: parlerò con Edgar e se mi dice che è apposto giocherà dall’inizio. Pellegrino è da valutare, Talamonti è in grande crescita e anche Bianco è convocato: vedremo cosa scegliere come partner di Peluso. Se non ce la fa Doni comunque gioca Ceravolo.

Il Livorno a Roma ha vinto resistendo all’assedio. Teme le loro motivazioni?

Tenere in dieci sul campo della Roma non è facile, meritano un applauso. Sicuramente sono da tenere d’occhio, avranno grandi motivazioni ma anche  a noi non mancano: Guidolin ha dichiarato domenica che l’Atalanta aveva più fame del Parma, anche a Livorno dovremo dimostrarlo e andare in Toscana per giocarci la partita.

Ultima battuta, vedendola in panchina la sensazione è quella di un Conte sempre pronto ad entrare in campo….

Vivo la gara con molta passione, sono fatto così. Soprattutto adesso che ci servono punti, che siamo in emergenza voglio far sentire la mia presenza alla squadra: ognuno dei ragazzi deve sapere che ci sono. Mi dicono che stiamo facendo come l’Atalanta di Del Neri, la striscia positiva di cinque gare è simile quella dell’ex tecnico: io dico che voglio fare meglio ed entrare nel cuore dei tifosi come ha fatto lui. E’ un allenatore che stimo, sono venuto a vedere il suo lavoro due anni fa e quando ho preso in mano la squadra un po’ il suo fantasma si sentiva aleggiare. Spero di ottenere risultati che mi permettano di entrare nel cuore della gente, voglio fare meglio di quanto ha fatto lui.

Fabio Gennari

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