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Politica

Bersani nuovo segretario del Partito democratico

Di Redazione26 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'uscente Franceschini e il neosegretario Pierluigi Bersani

L'uscente Franceschini e il neosegretario Pierluigi Bersani

ROMA — Con oltre il 50 per cento dei voti Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito democratico. L’ex ministro ha ricevuto l’investitura direttamente dal segretario uscente, Dario Franceschini principale sfidante nella corsa alla segreteria: “Dai dati in arrivo emerge chiaramente la scelta degli elettori”.

Secondo quanto reso noto dal responsabile organizzativo del partito Maurizio Migliavacca sono stati oltre 2,5 milioni gli elettori che sono andati alle urne. Il neosegretario ha rialsciato via Twitter il suo primo commento, poco prima delle 23: “Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia”. E lo ha ribadito mezz’ora dopo nel suo primo discorso ufficiale: “Gli iscritti e gli elettori non sono due razze diverse, io l’ho sempre detto. Il Pd non può essere il partito di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti”.

“Stare in un angolo ad urlare non serve a niente – ha detto Bersani – il nostro sarà un partito dell’alternativa e non solo di opposizione e fin da subito cercherà di coinvolgere sia Franceschini sia Marino”. “Tornare allo spirito dell’Ulivo – ha spiegato il neosegretario – al dialogo con il resto delle forze di opposizione, un partito che realizza la costituzione repubblicana e che parla di partiti e non di “popoli”. Questo mette l’Italia al pari delle altre democrazie mondiali che non hanno partiti con dei padroni”. E ancora: «Spero che questo nostro esempio induca qualcuno a riflettere sull’assenza di trasparenza su altri soggetti politici. Noi siamo stati e siamo un libro aperto».

“Dai dati emerge con chiarezza che Pierluigi Bersani è il nuovo segretario. Gliene dò atto. Gli ho già telefonato” aveva detto poco prima Franceschini. Il segretario uscente aveva già fatto sapere che qualunque fossero stati i risultati avrebbe comunque riversato i propri consensi a chi avesse avuto anche un solo voto più di lui, rendendo di fatto inutile la verifica del superamento della soglia del 50 per cento necessaria per la proclamazione immediata del vincitore, perché “serve un segretario subito”.

“Sono comunque soddisfatto – ha detto il terzo contendente Ignazio Marino -, la nostra mozione si colloca tra il 10 e il 20 per cento. Vuol dire che i temi dell’ambiente e dell’energia, la lotta al precariato, la diminuzione delle tasse per chi vive di lavoro dipendente o pensione e i diritti per tutti diventano temi che entrano di forza nel dna del Partito democratico”.

Dopo la proclamazione del nuovo segretario, sono arrivati i primi commenti degli esponenti del centrosinistra. Massimo D’Alema ha parlato di una “scelta chiara” che dimostra che gli iscritti del Pd “non sono marziani” e ora Bersani darà innanzitutto un segnale “di unità”. Di tutt’altro avviso il prodiano Arturo Parisi “Non avendoci detto su quale linea cercava il consenso, Bersani ci dica finalmente dopo la vittoria su che linea ha vinto. Il fatto che ce lo dica D’Alema è già una conferma dei timori della vigilia”.

Sul tavolo del partito ora ci sono due questione. La prima squisitamente di cronaca: il caso Marrazzo. La seconda più politica. E’ evidente che la vittoria di Bersani cambia la rotta del partito facendolo diventare più un sinistra-centro che un centro-sinistra. Con quali conseguenze, anche interne, lo vedremo nei prossimi giorni.

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