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Prima periferia

Monsignor Bonicelli “benedice” il Polo del Lusso

Di Redazione26 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il progetto del Polo del Lusso, collegato a Orio Center da passerelle

Il progetto del Polo del Lusso, collegato a Orio Center da passerelle

AZZANO — “Non conosco il progetto nei dettagli, ma non credo che ci si trovi davanti all’anticamera dell’Inferno. E nell’offerta di servizi incentrati sul lusso, evidentemente rivolti a fruitori abituali, non vedo rischi di degenerazione dei costumi: non è certo un ambiente fisico a determinare scadimento a livello morale”. Monsignor Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena e personalità di primo piano della Chiesa bergamasca, dice la sua sul cosiddetto “Polo del lusso” che comincerà a vedere la luce ad Azzano San Paolo (fronte Orio Center) dalla prossima primavera.

Bonicelli non nasconde il proprio favore: “Leggo che ci saranno anche un planetario, un cinema multisala, un albergo, un centro medico e addirittura una città dei ragazzi: è un bene che dalle nostre parti si ragioni in grande – prosegue l’alto prelato originario di Vilminore di Scalve, 85 anni, membro della Commissione per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Espiscopale Italiana -. Il lato culturale ed educativo del nuovo insediamento andranno vagliati con attenzione, con l’interessamento di tutte le forze in campo: i gestori, le autorità politiche e soprattutto le famiglie. Non ha senso dire acriticamente di no alle trasformazioni in atto”.

Ma l’aspetto più controverso della vicenda riguarda il pronunciamento dei parroci del vicariato di Azzano, Stezzano e Zanica, reso noto nelle settimane scorsi: un documento nel quale si esprimono dubbi circa un modello di sviluppo connotato in senso aziendalistico e commerciale, e soprattutto sull’opportunità che un polo terziario possa proporsi come centro di aggregazione sociale in forma esclusiva. Non pochi osservatori ne hanno ricavato l’impressione di un anatema, fin quasi a presentarne i protagonisti come “crociati” in lotta con il santuario del consumismo: “In realtà questa riflessione, di cui non ero a conoscenza, è ben più articolata e non contiene opposizioni pregiudiziali – spiega Bonicelli, “vicino di casa” del previsto centro polivalente visto che abita presso il Santuario della Madonna dei Campi a Stezzano -. Apprezzo la sensibilità dei parroci su temi così pressanti: una simile costruzione ha risvolti anche sul piano dei valori, di fronte ai quali la Chiesa, che non è solo campanili e aule di culto, deve dire la sua. Per una volta, ci si preoccupa dei buoi prima che fuggano dalla stalla. Ma la realizzazione è interessante, l’apertura ai ragazzi con la prevista città in miniatura lo dimostra. Sarebbe giusto che il nuovo polo fosse aperto alla fruizione di tutti e non diventasse solo un luogo di svago per i figli di papà”.

Nelle parole del Monsignore, insomma, non c’è l’ombra di una bocciatura. E tanto meno spazio per un giudizio di ordine etico: “Il lusso non si può bandire, altrimenti dovremmo cancellare anche via Montenapoleone a Milano – conclude -. Dobbiamo forse condannare chi veste abiti griffati e soggiorna in alberghi a 5 stelle? Di sicuro non assisteremo a una corsa allo spreco da parte di madri di famiglia. L’importante è che non si pretenda di imporre uno stile di vita o un clima sociale artefatto, ma formulare opposizioni preventive è sbagliato e fuorviante”.

Discussioni a parte, certo è che i tecnici di Percassi hanno fatto un gran lavoro. Nel giro di un paio di mesi il progetto del Polo del Lusso, sui cui pendevano una cinquantina di osservazioni sostanziali da parte della Direzione generale Territorio e Urbanistica delle Regione, è stato sistemato. L’obiettivo ora è quello di posare la prima pietra nella primavera del 2010. L’amministrazione comunale di Azzano San Paolo e il sindaco Simona Pergreffi hanno già dato il loro via libera. E l’obiettivo sarà a portata di mano se, come prevedibile, rientreranno anche i due ricorsi che ancora pendono sulla pratica. Percassi conta di concludere tutto l’intervento entro la fine del 2013. L’intero complesso porterà circa duemila posti di lavoro in Bergamasca: manna dal cielo di questi tempi.

Simone Fornoni

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