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Atalanta, Conte cerca continuità. Sarà dura ma vogliamo vincere

Di Redazione24 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

ZINGONIA – Parola d’ordine, continuità. Sarà dura, non l’ha mai nascosto in questa settimana il tecnico Antonio Conte, però bisogna continuare la risalita in classifica. A Bergamo arriva il Parma, quattordici punti in dieci giornate ed un quinto posto che va al di là di ogni più rosea previsione.

Il dubbio Doni non è ancora stato del tutto cancellato, i preallarme c’è il giovane Ceravolo ma la sensazione è che alla fine giocherà.

Dopo l’impresa di Udine, contro il Parma un’altra buona occasione per far punti. Sensazioni?
Sarà una partita difficile, non credo molto spettacolare. Mi aspetto un Parma a due punte, bello bloccato in difesa e prontissimo a sfruttare le ripartenze. Noi giochiamo in ccasa e davanti al nostro pubblico vogliamo fare risultato perché a Bergamo siamo noi che conduciamo le danze: il Comunale non deve essere terra di conquista per nessuno.

La formazione è fatta?
Credo di sì, giocheranno gli undici di Udine con l’unico dubbio che ancora devo sciogliere che riguarda Doni. Voglio parlare con lui, ha avuto qualche problema di affaticamento al polpaccio e la scelta deve essere ponderata: abbiamo tre impegni in una settimana, anche questo si deve tenere in considerazione ma se Cristiano mi dice che è apposto giocherà.

Certo che di turnover, vista l’emergenza continua, è meglio non parlare…
Sicuramente non abbiamo molte scelte però la situazione migliora. Talamonti e Barreto sono a disposizione, se dovessi aver bisogno posso contarci. Bianco ha tolto il gesso ma non si sente ancora sicuro con il tutore mentre Acquafresca e Ferreira Pinto stanno lavorando: a parte Manfredini gli altri sono tutti in recupero e quindi siamo fiduciosi.

Il suo bilancio contro Guidolin da allenatore?
Ci siamo incrociati nella passata stagione, pareggio a Parma e sconfitta per 2-0 davanti ai nostri tifosi. Quel giorno Guidolin preparò molto bene la gara, difesa e contropiede ma devo dire che forse noi pagammo i 55.000 tifosi presenti allo stadio: vincere avrebbe significato serie A.

L’entusiasmo di Udine ha condizionato la settimana di lavoro?
Sicuramente vincere aiuta a lavorare meglio, però non essere così determinante. Ogni volta valuto il lavoro dei ragazzi e decido, nessuno ha il posto garantito: De Ascentis ad esempio ha giocato bene a Udine ma se lo avessi visto non in forma, avrei schierato un compagno al suo posto.

Fabio Gennari

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