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Bergamo

Riorganizzazione Ubi, Banca Popolare: sindacati preoccupati

Di Redazione21 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Banca Popolare di Bergamo

La Banca Popolare di Bergamo

BERGAMO — C’è molta preoccupazione fra i lavoratori del mondo bancario bergamasco per la riorganizzazione territoriale del Gruppo Ubi, Banca Popolare di Bergamo. Il gruppo prevede il cambio di casacca di circa trecento sportelli in tutto il Nord Italia e il “passaggio” da un’azienda all’altra (conferimento di ramo d’azienda) per oltre 2200 dipendenti.

Il problema non riguarda solo i trattamenti economici, normativi e la mobilità, ma anche tutti i giovani precari che rischiano di essere abbandonati alla scadenza dei contratti di lavoro somministrato e/o a tempo determinato, in assenza peraltro di un valido sistema di ammortizzatori sociali.

l progetto prevede sinergie dei costi per 20 milioni di euro l’anno e l’attribuzione di coperture territoriali pressoché esclusive per ogni banca.

La Fiba Cisl chiede al Gruppo Ubi di dimostrare con i fatti il modello federale e il forte legame con i territori in cui opera, con la loro stabilizzazione.

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