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Editoriali

San Tomaso: la storia infinita della Zona 30

Di Redazione20 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una zona 30

Una zona 30

Le zone 30 sono state pensate per proteggere la parte debole del traffico urbano, cioè i pedoni. La decisione dell’amministrazione precedente di collocare una zona 30 nel quartiere di San Tomaso de Calvi è stata dettata dal fatto che in un’area ristretta coesistano centri aggregativi frequentati da molte persone: chiesa parrocchiale, oratorio, scuola elementare, scuola per l’infanzia e centro terza età.

Questa opera è il frutto di una collaborazione partecipativa che ha coinvolto i rappresentanti delle realtà più significative del territorio attraverso i propri rappresentanti, come il Comitato di quartiere, la Parrocchia, l’Associazione Genitori Scuola Mazzi, Centro 3° età e Circoscrizione, nonché esperti nell’ambito urbanistico. Persone che hanno a cuore il quartiere si sono riunite ed hanno elaborato la soluzione più idonea dal punto di vista viabilistico. Come delegata della Circoscrizione ex 7° ho avuto il privilegio di partecipare alle varie fasi del progetto, fino alla sua realizzazione.

E’ stato un lavoro lungo e particolarmente difficoltoso in quanto il territorio presentava degli ostacoli oggettivi che hanno complicato l’intervento, primo tra tutti il dover coniugare strade particolarmente strette per il transito veicolare alla richiesta, ormai cronica, di parcheggi. Il quadro complessivo che ne è uscito è stato largamente condiviso, coerentemente con le limitazioni derivanti dalla realtà del calibro stradale.

Conclusasi la parte progettuale, i lavori sono iniziati con una particolare attenzione alla limitazione dei disagi necessariamente derivanti dall’apertura dei cantieri, sfruttando cioè il periodo estivo, nel quale è risaputo che la città si svuota, con termine lavori previsto per il 31 Luglio 2009. Nel frattempo l’amministrazione della nostra città è cambiata e alla sua guida, oggi, abbiamo la coalizione Pdl-Lega.

Con ordinanze successive i lavori si sono protratti nel tempo e, ad oggi, ad oltre due mesi dopo il termine previsto, il cantiere non risulta terminato e la cittadinanza sta soffrendo notevoli disagi. Le scuole hanno ripreso la loro attività e il quartiere i propri ritmi, motivo per cui attualmente il problema è molto sentito, soprattutto per quanto concerne la sicurezza dei pedoni, in quanto alcuni interventi determinanti del progetto, essenziali alla messa in sicurezza di questi, non sono ancora stati portati a compimento. Alcuni tra i più significativi sono l’allargamento del marciapiede in via Moroni e la segnaletica verticale/orizzontale di confine dell’area in questione. Ciò riduce, di fatto, l’intento iniziale delle Zone 30, pensate esattamente per tutelare la sicurezza e l’incolumità della parte più debole del traffico.

Preso atto di questo, risulta necessaria e urgente l’ultimazione in tempi brevissimi di tutte le opere, già finanziate, sollecitando gli attuali amministratori ad attivarsi al più presto per eliminare questa grave anomalia, poiché compito fondamentale di una buona amministrazione è quello di controllare che i lavori appaltati siano portati a termine nei modi e nei tempi previsti, evitando lungaggini e perniciose situazioni come quelle che gli abitanti del quartiere San Tomaso stanno affrontando.

Airoldi Antonella
Consigliere PD
2°Circoscrizione

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