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Editoriali

L’Atalanta stupisce tutti: a Udine vittoria incredibile

Di Redazione19 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Diego De Ascentis festeggiato da Doni

Diego De Ascentis festeggiato da Doni

BERGAMO — Francamente, era difficile prevedere un risultato simile. Eccezion fatta per i tifosi più ottimisti, l’Atalanta in partenza per Udine aveva troppe incognite per animare speranze concrete di successo. Manfredini, Talamonti, Barreto, Ferreira Pinto e Acquafresca. Cinque potenziali titolari, uomini che sulla carta difficilmente stanno fuori.

E poi Radovanovic e Bianco, due pedine di rincalzo assenti per motivi diversi che portano il totale delle defezioni a quota sette. Siamo sinceri, in casa di una squadra ben organizzata che schiera il capocannoniere del torneo, chi avrebbe scommesso sul 3-1 maturato?

Il calcio però è bello anche per questo. Tu pensi, valuti, scrivi e cerchi di prevedere quello che succede. Aspetti la partita, te la guardi e cambia tutto. Arriva uno come Antonio Conte ed il suo impatto sulla squadra è decisivo. A calcio si gioca con i piedi, non con la penna.

Sudore, grinta, velocità e gol. Udinese – Atalanta è un concentrato di tutto questo. Gli avversari battono 14 angoli, tengono il pallone ma non combinano niente di preoccupante. Quasi come le prime partite dei nerazzurri targati Gregucci.

Oggi, con diciotto effettivi a disposizione compresi Coppola, Layun, Madonna, Bonaventura e Tiboni cioè un portiere e quattro che in serie A devono ancora farsi vedere, l’Atalanta si gode un successo meritato e fondamentale.

L’Udinese non è stata schiantata, però il gruppo ha risposto come in questa stagione non aveva mai fatto. Tiribocchi, Doni e Valdes sono uomini importanti, la manovra di attacco passa da loro e stavolta si sono fatti trovare pronti.

Lo stupore è totale valutando la prestazione di Pellegrino, Peluso e soprattutto De Ascentis. I due centrali non sbagliano praticamente nulla, Diego il guerriero insacca un gol che non ci si può credere e conferma a tutti come il suo ritorno può essere davvero utile.

Al di là dei giocatori, è giusto celebrare l’artefice di tutto questo. L’uomo che è sceso a Zingonia portandosi la musica negli allenamenti, un preparatore atletico che forse qualcuno odia per la fatica che ti procura ed una mentalità vincente che si sta’ rivelando fondamentale.

Conte ha preso una squadra con punti e morale a quota zero, in quattro partite ne ha fatti sei ed insieme alla preparazione atletica lavora per ricostruire un’idea di gioco con un gruppo capace in passato di farsi applaudire da tutti.

Nelle ultime quattro giornate, l’Atalanta ha fatto gli stessi punti di Cagliari e Catania (6), uno meno del Parma (7) ma più di Chievo (5), Bologna (4), Siena (2) e Livorno (1). Tutte concorrenti per la salvezza, tutte squadre con cui i nerazzurri possono tranquillamente combattere.

Oggi l’euforia per il primo successo è grande, sarà importante però ricordarsi bene degli errori del passato. La società ha rimediato al suo ingaggiando il tecnico pugliese, i giocatori stanno lavorando per recuperare in classifica con un modulo nuovo.

Non è forte chi non cade mai ma chi dopo averlo fatto si rialza e si impegna per essere meglio di prima. Adesso arriva il Parma, sorpresa del campionato. Sarà dura ma nei novanta minuti può succedere di tutto e l’Atalanta questa volta avrà il pubblico compatto a tifare per lei. Avanti così.

Fabio Gennari

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