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Economia

Crisi a Bergamo: diecimila posti perduti. L’analisi e le proposte dei sindacati

Di Redazione19 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le bandiere dei sindacati

Le bandiere dei sindacati

La crisi che sta attraversando il nostro territorio impone l’esigenza di ricercare tutte le strade possibili per evitare gli effetti devastanti per la tenuta occupazionale nell’industria, ma anche nei servizi nella nostra provincia, oggi fortemente a rischio. Saranno infatti 10.000 i posti di lavoro persi nel 2009, con oltre 5000 lavoratori che rischieranno di perderlo nei prossimi mesi del 2010.

Servono investimenti, una politica industriale che, nel sostenere il sistema manifatturiero, sia incentrata su produzioni, ricerca e sviluppo delle tecnologie verso l’ambiente, verso la salute e più in generale verso tutte le innovazioni di prodotto e di processo fondate sulla valorizzazione dei saperi e della conoscenza. A livello territoriale Cgil, Cisl e Uil hanno intrapreso da tempo una serie di azioni che possono essere di riferimento per tutto il territorio bergamasco: il progetto Valseriana, l’accordo con le Banche per l’anticipo della cassa integrazione e sui mutui, ne sono un esempio. Riteniamo altresì che Provincia e Comuni possano fare molto attivando iniziative ed investimenti “anticiclici” di contrasto alla crisi intervenendo sul tessuto economico e produttivo del territorio in una dimensione di programmazione sovra comunale.

Vogliamo con questo documento dare segnali precisi di contrasto alla crisi attraverso le seguenti proposte:

Alle Imprese e alle Banche bergamasche:

1) La nostra indisponibilità ai licenziamenti la traduciamo con la disponibilità di risorse per non lasciare indietro nessuno. Ciò significa il prolungamento della Cassa integrazione, l’estensione degli ammortizzatori a tutti i soggetti del mondo del lavoro colpiti dalla crisi, la proroga della cassa integrazione straordinaria in deroga per il 2010, più contratti di solidarietà e riduzioni di orario. Serve un orientamento forte da parte delle Associazioni imprenditoriali bergamasche verso le imprese, che non possono continuare a scegliere la politica della riduzione di costi, della compressione dei salari e delle flessibilità occupazionali. Le aziende devono evitare di disperdere professionalità ed esperienze acquisite negli anni, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, con un ampio utilizzo dei contratti di solidarietà, dando così un chiaro segnale di non smobilitazione degli apparati produttivi;

2) Un impegno straordinario per investimenti e finanziamenti sulla riqualificazione degli apparati industriali e di servizi innovativi verso nuove e più avanzate produzioni ad alto valore tecnologico;

3) occorre che il sistema del credito provinciale non faccia mancare le risorse alle Imprese, soprattutto alle piccole e medie aziende e aiutino le famiglie di lavoratori in difficoltà. Chiediamo inoltre il pieno rispetto dell’accordo stipulato a dicembre 2008 sull’anticipo della cassa integrazione straordinaria o in deroga, attraverso una verifica semestrale dei dati relativi alle effettive erogazioni;

Alle Istituzioni bergamasche ai diversi livelli (Provincia, Com. montane, Comuni, Università):

1) è necessaria, per un reale ed efficace sostegno alle famiglie, l’apertura di un’estesa fase di confronto con i Comuni, singoli ed associati, sui temi delle politiche sociali locali sulla base delle specifiche piattaforme unitarie con le categorie dei pensionati. In particolare si attendono interventi nel campo della non autosufficienza che, ancor più di prima, penalizza le famiglie costrette alla presa in carico diretta dei loro familiari oppure a sopportare oneri economici sempre più insostenibili. Occorre estendere e razionalizzare gli interventi di sostegno alle famiglie colpite dalla crisi in particolare quelle a basso reddito (sostegno affitti, bollette, mutui, rette, tariffe, addizionali locali);

2) serve un forte impegno su un programma straordinario di manutenzione dei beni pubblici (edifici scolastici, strade, parchi, aree degradate, riqualificazione urbana, investimenti sul settore idrico) ed avviare un programma straordinario di riconversione ecocompatibile di tutti gli edifici pubblici oltre a mantenere la vocazione industriale delle aree dismesse della nostra provincia;

3) occorre predisporre un progetto per la formazione e l’istruzione che veda coinvolta la Provincia, il Provveditorato, le Imprese, i sindacati, l’Università di Bergamo con l’obiettivo di predisporre ed aumentare l’occupabilità e la competitività del territorio bergamasco; serve inoltre potenziare tutto l’ambito dei servizi al lavoro per un effettivo sostegno alle persone coinvolte dalla crisi con un intreccio con il sistema formativo e una politica di incentivazione alle assunzioni delle fasce più deboli del mercato del lavoro.

4) va costruita una politica di inclusione sociale verso gli immigrati stranieri che vivono e lavorano in Provincia di Bergamo, abbandonando logiche discriminatorie nei provvedimenti amministrativi, promuovendo azioni positive sul versante del diritto di cittadinanza dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie da parte degli Enti locali.

Sulle politiche di sviluppo del territorio Cgil, Cisl e Uil di Bergamo ritengono prioritari i seguenti interventi:

– politiche di sostegno alla riqualificazione produttiva
– accelerare la realizzazione delle infrastrutture per quanto riguarda la mobilità
– valorizzare maggiormente il ruolo dell’Aeroporto di Orio al Serio
– realizzare una strategia locale sull’energia e sul risparmio energetico
– definire i nuovi distretti del commercio e del turismo

Per tutti questi motivi riteniamo fondamentale creare un Tavolo strategico presso la Provincia di Bergamo che coinvolga tutti gli attori sociali ed economici dove si affrontino i temi relativi alle crisi aziendali nei diversi settori e nei territori al credito, alle politiche sociali, alle politiche del lavoro.

Su questi temi Cgil, Cisl e Uil di Bergamo intraprenderanno nei prossimi giorni una serie di confronti con i parlamentari e i consiglieri regionali bergamaschi, con Confindustria, con Impresa e territorio, con il Comune di Bergamo e la Provincia per sottoporre all’attenzione i temi del territorio e per individuare azioni concrete da realizzarsi nei prossimi mesi. A sostegno della piattaforma Cgil, Cisl e Uil organizzano un’Assemblea pubblica per presentare le proposte sopra elencate per il 20 novembre 2009 e indicono una “Marcia per l’occupazione e lo sviluppo” aperta a tutte le associazioni e forze sociali bergamasche per sabato 5 Dicembre 2009.

Bresciani, Piccinini, Cicerone
segretari provinciali Cgil, Cisl, Uil

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