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Nuovo Stadio: ecco come si muovono le rivali dell’Atalanta

Di Redazione16 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una vecchia immagine dello stadio Comunale di Bergamo

Una vecchia immagine dello stadio Comunale di Bergamo

BERGAMO — La questione non è nuova. Se ne parla da anni, di fatti concreti però non se ne vedono. Il protagonista è il vecchio stadio Comunale di Bergamo, dismesso e accantonato tantissime volte ma ancora oggi teatro delle sfide casalinghe di Atalanta e Albinoleffe. Ciclicamente il discorso torna di moda, cambiano le amministrazioni comunali e gli imprenditori interessati ma ogni volta c’è un ostacolo, una protesta, una raccolta di firme.

Ma dalle altre parti che fanno? I problemi di Bergamo sono comuni a tutta Italia? Prendere ad esempio realtà come Milan, Inter, Roma, Lazio o Fiorentina non sarebbe sicuramente un metro di giudizio attendibile. Troppo diversi gli interessi in gioco, troppo lontani obiettivi e disponibilità degli sponsor ad investire. Juventus e Torino nonostante il nuovo Olimpico puntano all’impianto di proprietà, anche per loro bacino d’utenza e potenzialità economiche sono sicuramente più importanti rispetto a quelli nostrani.

In Italia però non esistono soltanto esempi di alto livello, che siano comuni o le società i promotori dell’iniziativa i prossimi anni saranno quelli del cambiamento.

Il progetto approvato della nuova casa del Siena

La nuova casa del Siena

Siena, uno stadio per tutti i giorni. Nella città del Palio l’iniziativa è dell’amministrazione comunale, la struttura che dovrà sostituire il vecchio “Franchi” verrà posizionata in una zona collinare alle porte della città ed il progetto promette di non rovinare l’ambiente circostante con particolari stranezze architettoniche.

Spazi commerciali, palestre per i cittadini oltre al nuovo Palazzetto dello sport ed alla Piscina olimpica: un mix esplosivo che permetterà di ammortizzare un investimento totale di circa 60 milioni di euro nelle stagioni a venire puntando anche all’organizzazione di eventi europei.

Burocrazia permettendo, l’obiettivo è quello di consegnare tutto al Siena Calcio prima della stagione 2010/2011. Ed il vecchio impianto? Nessun problema, il comune ha già deciso la destinazione dell’area interessata ad un parco urbano capace di decongestionare il centro storico sia per quanto riguarda i parcheggi che le attività socio-culturali.

Livorno, manca il progetto ma non la volontà. Al contrario di quanto succede in casa dei cugini senesi, a Livorno non c’è ancora un progetto definito. Il fiuto per gli affari del presidente Spinelli, l’attenzione dell’amministrazione comunale e la necessità simile a quella di Bergamo di sostituire un impianto ormai inadeguato hanno però fatto drizzare le antenne di tutti.

Le ultime mosse del governo, la nuova legge approvata sul tavolo della Commissione Cultura è realtà dalla fine di settembre, di fatto confermano la sensazione che tutte le società nel futuro dovranno puntare ad uno stadio di proprietà completo di attività commerciali e strutture sportive.

Le aree indiziate sono diverse, Spinelli non ha esperienza in questo campo ma è molto interessato e la sensazione è che sfruttando i modelli proposti da altri pionieri come Lotito, Zamparini o Della Valle il discorso ben presto diventi concreto.

Il progetto del nuovo stadio di Cagliari

Il progetto del nuovo stadio di Cagliari

Cellino alla fine ha vinto, a Cagliari nascerà la “Caralis Arena”. Nessun cambio di zona, un nuovo stadio sulle ceneri del vecchio Sant’Elia con 25000 posti a sedere. Niente pista di atletica, una zona vip molto avveniristica ed un anello esterno dedicato alle attività di ristoro con bar, pizzerie, locali notturni e addirittura un nuovo sbocco sul mare con un molo di attracco per le barche.

La lotta del presidente Cellino con il comune alla fine ha avuto esito positivo, l’area polifunzionale che verrà costruita con elementi prefabbricati garantirà velocità, 9-12 mesi per la realizzazione, e bassi costi con “soli” 35 milioni di investimento.

Aree dedicate agli sport minori, bowling e campi da beach volley, beach tennis e pista di pattinaggio sono idee interessanti per il pubblico di giovani, completano il carnet di offerte che la nuova “Caralis Arena” offrirà al pubblico sardo: a differenza di altre realtà il progettista Jaime Manca non ha pensato a centri commerciali.

A Brescia il progetto c’è già, i tifosi non lo vogliono fuori dalla città. Senza andare troppo lontano e trovando una situazione attuale simile a quella di Bergamo, basta guardare ai “cugini” del Brescia per capire quanto volontà e impegno a volte non basano.

Il presidente Corioni ha già pronto da tempo un progetto da 150 milioni di euro chiamato “Stadium Global Center”: stadio, biblioteca, centro commerciale e Museo del Brescia, aeroporto di Montichiari a Est ed un paio di arterie provinciali facilmente potenziabili nella zone sud per un totale di 737mila metri quadrati complessivi.

I tifosi della curva del gruppo “Brescia 1911” hanno già manifestato il loro dissenso, vorrebbero lo stadio in città dove però non si trovano aree oppure spingerebbero per una ristrutturazione del vecchio Rigamonti. Soluzione romantica ma difficilmente praticabile.

Quattro realtà simili alla nostra, quattro modi differenti di affrontare il problema. Come non importa, la sensazione però è che i tempi adesso siano veramente maturi. Qualche altra idea? Esiste un sito web che contiene centinaia di soluzioni, si chiama http://www.fussballtempel.net e raggruppa praticamente tutti gli stadi più importanti del mondo.

Provate a navigarlo, vicino a Wembley e Camp Nou ci sono impianti che fanno riflettere. E’ incredibile come Fc Sheriff (Moldavia) e Sedan (Francia), solo per fare due esempi, abbiano impianti che rispetto al Comunale di Bergamo sembrano spaziali.

Fabio Gennari

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