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Blitz dei Carabinieri: acciuffato il “fantasma” di Telgate

Di Redazione16 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I Carabinieri hanno arrestato il latitante

I Carabinieri hanno arrestato il latitante

TELGATE — E’ finita la latitanza del « fantasma», al tempo Dario Casali, 33enne di Telgate, di professione rapinatore (presunto). Dopo oltre un anno e mezzo di irreperibilità, ad arrestarlo sono stati i Carabinieri della sezione antirapine del nucleo investigativo di Parma, in collaborazione con i militari dell’Arma di Grumello del Monte.

Casali è sospettato di aver compiuto almeno una ventina di rapine, tra Brescia e Parma. I Carabinieri lo hanno acciuffato dopo un lungo lavoro d’indagine mentre si trovava in un appartamento a Rovato, nel Bresciano, dove da qualche tempo viveva con una quarantenne di Santo Domingo, Marilyn Rosario, anche lei finita in manette.

Entrambi sono accusati di detenzione di armi, in attesa che si chiudano le indagini sulle partecipazioni alle rapine.

Da tempo gli inquirenti erano sulle tracce di Casali. L’uomo poteva contare su diversi covi nel Nord Italia: a Bergamo città, Trescore e Lallio nella Bergamasca. A Brescia città, Capriolo, Palazzolo sull’Oglio, Rovato, Bagnolo Mella nel Bresciano. Ma anche nelle province di Parma e Trento.

In ognuna di queste località, spiegano i Carabinieri, il trentatreenne aveva appoggi logistici garantiti da conoscenti. La tecnica era sempre la stessa, dicono gli inquirenti. Dopo ogni rapina Casali raggiungeva la Spagna o Cuba, dove trascorreva un certo periodo di tempo, prima di far ritorno in Italia. Per spostarsi utilizzava documenti falsi, intestati a un cittadino di Telgate realmente esistente, ma del tutto estraneo alla vicenda.

Il blitz è scattato dopo che i Carabinieri hanno scovato il suo ultimo nascondiglio. Qui i militari dell’Arma lo hanno atteso pazientemente. L’uomo è arrivato con un’Audi e ha preso dei borsoni dal bagagliaio, portandoli nell’appartamento, dove c’era la Rosario. Quindi i Carabinieri hanno fatto irruzione.

Nei borsoni hanno trovato sei pistole di vario calibro (una da guerra), tutte con colpo in canna e matricola abrasa, silenziatori, proiettili, e l’attrezzatura per le rapine: barba e baffi finti, calzamaglie e passamontagna. E poi del denaro in euro e altre valute.

Casali non ha opposto resistenza. Ai Carabinieri che gli mettevano le manette avrebbe detto: “Avete fatto bingo, bravi ragazzi».

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