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Atalanta in emergenza? Conte: a Udine per giocarcela

Di Redazione16 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tecnico nerazzurro Antonio Conte

Il tecnico nerazzurro Antonio Conte

ZINGONIA — I due volti di Antonio Conte. Tranquillo e diretto quando si parla del prossimo impegno sul campo dell’Udinese, decisamente arrabbiato quando il discorso scivola sui tifosi nerazzurri che non potranno seguire la squadra in Friuli. Nell’insolita conferenza stampa del venerdì il tecnico pugliese analizza le assenze ma non recrimina, contro la squadra di Marino l’Atalanta proverà ugualmente a fare la sua partita.

Mister, questa volta sulla formazione non avrà troppi dubbi…
Purtroppo no, siamo praticamente contati ed anche le scelte sono quasi obbligate. Manfredini non recupera, Talamonti è in ripresa ma ancora non è al massimo e quindi domenica dovrebbero giocare Peluso e Pellegrino considerando anche il braccio rotto di Bianco. Qualcuno a volte mi chiede lumi sul mercato, io da quando sono a Bergamo non ho ancora avuto la rosa al completo per lavorare e questo pesa parecchio: ci sono cinque o sei potenziali titolari ai box, assenze pesanti.

Vista così, Udinese-Atalanta sembra una gara dal risultato già scritto…
Io dico che andremo a Udine per combattere con tutti i mezzi che abbiamo, cercheremo di fare il nostro gioco e venderemo cara la pelle. Non voglio sentire nessuno dei miei stare a commentare le difficoltà, quelle sono sotto gli occhi di tutti e non possiamo farci nulla.

Sparargli non si può, come pensate di contenere Totò Di Natale?
Siamo preparati, i ragazzi saranno dotati di mazze da baseball retrattili nei pantaloncini (ride, ndr). A parte gli scherzi, lui è un giocatore importante ma sicuramente sarà la loro velocità in attacco a dover essere ben controllata: Pepe e Sanchez sono ragazzi di valore, Corradi ha caratteristiche diverse ma punge sempre quindi ci vorrà grande attenzione.

La presenza di De Ascentis, con queste premesse, sembra ancora più importante.
I due centrali di centrocampo devono stare bloccati e dare una mano, uno alla difesa e l’altro aggredendo il primo avversario. Diego lo conosciamo bene, abbiamo deciso di tesserarlo perchè le sue caratteristiche di incontrista saranno preziose e non solo perché è simpatico ed è pieno di tatuaggi.

L’infortunio di Acquafresca non ci voleva, come è successo?
In questo caso abbiamo pagato a caro prezzo l’eccessiva generosità di Robert. Martedì alla ripresa aveva già qualche fastidio, non ha detto niente e si è allenato al massimo come gli altri. Mercoledì durante il riscaldamento tecnico ha sentito una fitta ed è arrivato l’infortunio: apprezzo la sua voglia di non tirarsi indietro, lo facevo anche io, però in queste situazioni è meglio dire subito il fastidio per non dover commentare poi uno stop.

Quali sono le condizioni di Doni dopo due settimane così intense di lavoro?
I suoi problemi ai tendini stanno migliorando grazie anche a dei nuovi plantari che utilizza. Dal punto di vista fisico, lui come tutto il gruppo ha fatto molto bene e anche in amichevole contro la Ghisalbese ho visto delle buone cose. Credo che adesso lui e Tiribocchi formino una bella coppia, Simone in due gare da titolare con me ha messo a segno altrettanti gol.

A Udine che Atalanta si aspetta?
Credo siano migliorate la condizione e la manovra, stiamo sempre lavorando forte ma dopo ormai un mese qualcosa si vede. Cerchiamo la prestazione e i punti, non firmo mai prima per un pareggio ma se arriva dopo una gara ben giocata mi va bene. Non andremo a fare da sparring partner anche se abbiamo fuori tanti uomini importanti, l’Udinese farà molta fatica.

Sabato l’Atalanta compie 102 anni di storia. Dovrete festeggiare senza tifosi al seguito…
Questa cosa mi fa veramente arrabbiare. Non entro nel merito delle decisioni prese però non è possibile che lontano da Bergamo noi giochiamo sempre senza la nostra gente: contro il Milan avete visto tutti quale sia la spinta che possono darci, soprattutto in momenti come questo andare fuori da soli non è la stessa cosa di avere mille o duemila persone vicine. Spero solo che con tutti sia usato lo stesso metro di giudizio.

Fabio Gennari

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