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Prima periferia

Tabaccaio di Zingonia minacciato di morte

Di Redazione15 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I Carabinieri indagano sulla vicenda

I Carabinieri indagano sulla vicenda

ZINGONIA — Lo hanno minacciato di morte. E quando tutto intorno si vede delinquenza a profusione, certi messaggi fanno un certo effetto anche se gli inquirenti sostengono che l’autore sia un mitomane. Certo è che per Flavio Bravi, tabaccaio di Zingonia, negli ultimi tempi la vita si è fatta davvero dura. Soprattutto da quando ha deciso di denunciare pubblicamente il degrado in cui versa il paese dell’hinterland.

E così ecco le minacce anonime. L’ultima in ordine di tempo attraverso una lettera scritta in italiano quasi perfetto, a mo’ di filastrocca, con tanto di piccoli teschi disegnati sui lati e, in fondo, una tomba con scritto appunto «Bravi il chiaccherone». Il tabaccaio ha sporto denuncia contro ignoti alla vicina caserma dei Carabinieri. Gli inquirenti che hanno analizzato il documento sostengono che si tratti dell’opera di un mitomane.

Probabilmente un tizio non sconosciuto, almeno nelle modalità del suo agire, alle forze dell’Ordine. Una persona probabilmente italiana e residente nella zona che negli ultimi quattro anni ha inviato altre tre o quattro lettere dello stesso tenore, contenenti minacce e richieste di estorsione. Missive tutte accomunate da filastrocche un po’ infantili e che, hanno spiegato gli inquirenti, anche per questo non devono preoccupare chi le riceve.

Di tutt’altro avviso la Confesercenti secondo cui “le pesanti minacce ricevute dal tabaccaio di Zingonia, “colpevole” di aver richiamato l’attenzione delle istituzioni sul cronico degrado della zona, rappresentano un fatto gravissimo e preoccupante, che sarebbe sbagliato sottovalutare”.

“Nel condannare fermamente l’accaduto – prosegue il comunicato stampa – Confesercenti esprime solidarietà al negoziante e auspica che i commercianti di Zingonia non siano abbandonati al loro destino. Sono certamente apprezzabili gli sforzi compiuti ultimamente da amministratori locali e forze dell’ordine, ma sarebbe un imperdonabile errore, come testimonia questo odioso episodio, abbassare la guardia e ritenere vinta la sfida all’illegalità diffusa”.

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