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Poesie

“L’albatro” di Charles Baudelaire

Di Redazione15 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

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Per dilettarsi, sovente, le ciurme
Catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
il bastimento che scivolando va su amari abissi.
E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell’azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti,
le candide e grandi ali. Com’è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa sì bello, come è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l’infermo che volava, zoppicando
mima.

Come il principe delle nubi
è il poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell’arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni ,
le sue ali di gigante gli impediscono di camminare

“Perchè tu possa ascoltarmi” di Pablo Neruda

gabbianoPerchè tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno sottili, a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia. Collana, ...

“Amo in te” di Nazim Nikmet

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