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Economia

Marcegaglia (Confindustria): la Finanziaria è insufficiente

Di Redazione14 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Emma Marcegaglia

Emma Marcegaglia

“Sulla nuova legge Finanziaria noi esprimiamo un giudizio di insufficienza”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera.

“Chiediamo che i capitoli fondamentali per dare competitività alle imprese vengano rifinanziati. Lo chiediamo con chiarezza, forza e determinazione”, ha aggiunto il numero uno di Viale dell’Astronomia, riferendosi alle misure a suo giudizio necessarie per sostenere le imprese. Ad oggi, ha proseguito, “il nostro è stato un atteggiamento di responsabilità, abbiamo compreso che in una prima fase, nell’emergenza della crisi, c’è stata una concentrazione dei fondi su temi essenziali”, a partire dagli ammortizzatori sociali, ma ora “vediamo una insufficienza di molte cose che chiediamo”.

“Prima di tutto sul bonus fiscale per la patrimonializzazione delle imprese che è stato dato e scade quest’anno, quindi chiediamo una proroga almeno a tutto il 2010 e un rafforzamento di questo bonus”. Emma Marcegaglia a Palazzo Madama è stata determinata” Chiediamo un’estensione ad altre forme di aumento di capitale, come la conversione di prestiti obbligazionari e capitale aggiuntivo in caso di fusione e una proroga al 2010 anche sul bonus per le aggregazioni di imprese”.

Ci vorranno almeno tre anni per tornare ai livelli pre-crisi, ai livelli di crescita del 2007 secondo la leader di Confindustria. Tra le azioni che secondo gli industriali occorre mettere in campo ci sono: il finanziamento di Industria 2015 per 300 milioni l’anno, il sostegno a Ricerca e innovazione, l’aumento per il 2010 dello stanziamento previsto di 280 milioni di euro per il fondo di garanzia per le pmi, la proroga al 2010 del bonus fiscale per la patrimonializzazione delle imprese. mentre sulla proroga degli incentivi auto «serve una riflessione attenta e bisogna in coordinamento con gli altri Paesi europei.

Quanto all’accesso al credito, la Marcegaglia ha detto che “circa il 10-12 per cento delle imprese rileva l’impossibilità ad avere credito, il 20-30 per cento difficoltà ad ottenere risposte, il 90 per cento sullo spread. Noi non facciamo crociate contro le banche ma ci interessa dare una risposta concreta alle imprese”. La Banca del Sud “se non è l’ennesimo carrozzone pubblico, può avere un senso”.

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