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Prima periferia

Maglificio Dalmine: metà del personale rischia la mobilità

Di Redazione13 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un capo della collezione Dalmine

Un capo della collezione Dalmine

DALMINE — Braccia incrociate e presidio al Maglificio Dalmine, giovedì prossimo, 15 ottobre. I lavoratori e i sindacati hanno infatti proclamato uno sciopero di 8 ore, accompagnato  da un presidio davanti ai cancelli dell’azienda che si terrà dalle 8 del mattino fino a mezzogiorno, come forma di protesta contro la procedura di mobilità annunciata per 73 persone sulle attuali 136 in organico.

Proprio giovedì sulla vertenza è in programma un incontro fra le parti in Confindustria a Bergamo. I sindacati di categoria Filtea-Cgil e Femca-Cisl chiederanno, come già hanno fatto, che l’azienda invece di licenziare si attivi per ottenere otto mesi di cassa integrazione straordinaria in deroga dal 1° gennaio 2010, con rotazione mensile del personale coinvolto.

Nell’azienda tessile di maglieria e accessori di Dalmine è già in corso una cassa integrazione straordinaria di 7 mesi, prevista fino al 31 dicembre 2009. Una cassa così breve è motivata dal fatto che nell’ultimo quinquennio industriale considerato, l’azienda ha utilizzato 29 dei 36 mesi massimi consentiti dalla normativa.

Intanto, i rappresentanti sindacali sono in attesa d’incontrare il sindaco di Dalmine, Claudia Maria Terzi, per illustrare la difficile situazione dei lavoratori del maglificio. La richiesta di un incontro è stata inviata all’amministrazione comunale il 1° ottobre scorso.

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