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Politica

Il centrodestra condanna la violenza, ma boccia la mozione sull’omofobia

Di Redazione13 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'intervento del verde Pietro Vertova (in piedi, di spalle)

L'intervento del verde Pietro Vertova (in piedi, di spalle)

BERGAMO — Da una parte il centrosinistra con una mozione che condanna la violenza contro gli omosessuali. Dall’altra il centrodestra con il suo documento che condanna tutte le violenze: contro le donne, gli anziani, i deboli e anche gli omosessuali. In mezzo una discussione infinita sulle discriminazioni di natura sessuale, sulla diversità, sui problemi veri o presunti di ordine pubblico, e una serie di estrosi bizantinismi per giustificare le proprie posizioni politiche. Alla fine si va alla conta: passa la mozione del centrodestra, bocciata quella del centrosinistra.

Se ne sono andati con una certa delusione i numerosi rappresentanti del movimento anti-omofobia che ieri sera hanno riempito la platea dell’aula consiliare di Palazzo Frizzoni. Il movimento strappa solo una dichiarazione d’intenti, votata all’unanimità, che dice che il Comune parteciperà alla giornata mondiale contro l’omofobia del 17 maggio prossimo.

Di più il centrodestra non ha concesso. E d’altronde per la maggioranza sarebbe stato difficile acconsentire a “iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e promozione della cultura dei diritti degli omosessuali nelle scuole”, senza qualche mal di pancia.

Il combattivo Pietro Vertova, esponente dei Verdi, ci ha provato in tutti i modi a spiegare la sua mozione e cercare di trascinare in una battaglia dialettica e di principio maggioranza e opposizioni. “Il problema della violenza omofobica – ha detto Vertova – non è una questione di sicurezza, ma ha radici politico culturali ben precise. Facendone una questione di ordine pubblico, il centrodestra nega la specificità del problema”. Il consigliere comunale dei Verdi ha chiesto alle opposizioni di organizzare una “due giorni” di manifestazioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Mentre, rivolgendosi alla platea, ha elogiato il movimento anti-omofobia dicendo che hanno fatto emergere “una diversità che non si rassegna e continua a lottare”.

Diversità negata dal capogruppo del Pdl Giuseppe Petralia, primo firmatario della mozione del centrodestra. “Noi non abbiamo nessuna difficoltà ad esprimere la condanna alla violenza contro gli omosessuali – ha detto nel suo intervento -, ma il problema è ben più ampio. Riguarda la violenza che ogni giorno vede come vittime non solo gli omossessuali, ma anche donne, anziani e deboli”. “Noi non consideriamo gli omosessuali dei diversi- ha proseguito Petralia – per questo non possiamo rivolgere la nostra mozione a una sola categoria perché sottolineerebbe questa diversità. Per noi non ci sono diversi, ma persone. Condanniamo tutti gli atti di violenza contro le persone”.

Gli ha fatto eco il leghista Ribolla, secondo cui il punto fondamentale è “educare al rispetto di tutti, indipendentemente dalle abitudini sessuali”. Per Ribolla “il problema della violenza, in toto, è una questione di ordine pubblico, le leggi attuali sono adeguate e non ne servono altre perché altrimenti creerebbero “specie protette” che verrebbero percepite come diverse”.

A stretto giro la risposta di Roberto Bruni che ha fatto notare come in parlamento, proprio ieri, sia cominciata la discussione sulla legge contro l’omofobia, che prevede come aggravante del codice penale la discriminazione sessuale. “E’ evidente che la maggioranza nega il problema – ha concluso l’ex sindaco-. Noi mettiamo sul tavolo la questione della discriminazione non della sicurezza. La maggioranza, volontariamente, parla d’altro. E’ un modo per spingere la proposta del consigliere Vertova nel mare dell’indistinto e quindi affondarla”.

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