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Lettere

Anghileri: dieci suggerimenti per Tentorio

Di Redazione13 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giuseppe Anghileri, già candidato sindaco per la Lista Ama Bergamo

Giuseppe Anghileri, già candidato sindaco per la Lista Ama Bergamo

Gentile Direttore,

vorrei intervenire sul suo giornale per fare alcune considerazioni sul piano di governo del territorio e proporre alcuni suggerimenti al sindaco Tentorio che, a mio avviso, potrebbero portare giovamento alla città e alla cittadinanza tutta.

Partiamo dalle considerazioni. Secondo il mio modesto parere, un altro Pgt è possibile tenendo conto degli obiettivi che l’amministrazione si pone. Il primo dei quali è diminuire la densità abitativa, portandola a 3000 abitanti per chilometro quadrato e di riflesso ridimensionare l’edilizia, frutto di continue monetizzazioni degli standard urbanistici che hanno consentito edificazioni intensive senza pensare che le aree a standard di legge obbedivano a una visione più rispettosa dell’uomo e dell’ambiente. Sarebbe una riparazione morale cui la città ha diritto.

Il secondo obiettivo è quello di inserire più verde nel vivo dell’abitato, contrastando l’inquinamento atmosferico e tenendo conto che la valutazione climatica deve essere contemplata nella progettazione urbanistica. E’ noto per esempio che un ettaro di bosco urbano produce ogni anno dalle 4 alle 7 tonnellate di ossigeno. Oppure che più edilizia equivale a minor ventilazione, più auto parcheggiate a raso, più riscaldamento, con un aumento delle temperature prossimo ai tre gradi.

Il terzo punto è il tentativo di non incrementare nuovi residenti in nuovi edifici (a cui bisogna oltretutto garantire il diritto alla mobilità) e contenere l’invasione diurna di auto da fuori città. Il quarto obiettivo è quello di diminuire la sensazione di incombenza, ingolfamento, intasamento, asfissia che assale il cittadino camminatore quanto il turista.

Per raggiungere questi obiettivi, a mio parere è necessario ripensare al modo di organizzare la viabilità interna, aumentando i sensi unici e le corsie preferenziali per i bus, creare una vasta isola pedonale centrale per scoraggiare al massimo l’accesso alle zone centrali con l’auto. Quindi utilizzare la rete viaria esterna, con parcheggi di attestamento e interscambio lungo la circonvallazione, utili anche per raggiungere Città Alta con il bus.

Con questi presupposti va progettato tutto il tessuto delle aree dismesse: Ote, Reggiani,Ismes, Molini Moretti, Ospedali Riuniti, Accademia Guardia di finanza, ex caserme, Porta Sud. Bisogna quindi meditare – e non solo per la cronica carenza di risorse finanziarie ma anche per la limitata struttura viaria della città – sull’effettiva utilità del tram che dovrebbe attraversare la città. Oppure se non sia meglio evitare nuovi insediamenti in città di ipermercati.

Occorre rivedere anche il modo di progettare il sedime stradale, tenendo conto che il porfido trattiene il calore mentre l’asfalto lo aumenta. Sarebbe poi corretto obbligare alla progettazione edilizia con alcune indicazioni: di risparmio energetico e d’acqua potabile, con l’impiego di materiali fonoassorbenti, fonoisolanti, fonorespingenti, di spazi gioco permanenti per bambini. Obbligare poi alla costruzione di tutti i posti auto interni e interrati negli edifici nuovi, o vietare le le attività commerciali allocate o che prevedano l’uso dei suoli interni a raso degli edifici, qualora impedissero il gioco dei bambini.

Per disincentivare l’ingresso delle auto in città sarebbe utile chiedersi se serva di più il raddoppio ferroviario ad uso metropolitano della linea Ponte San Pietro-Chiuduno oppure insistere per un collegamento Bergamo-Orio al Serio, tra l’altro inefficace se non si provvederà a realizzare prima il cosiddetto “salto di montone” di Treviglio.

Quanto alle nuove strutture sportive che dovrebbero andare a sostituire le esistenti, mi chiedo se sia proprio necessario andare a sacrificare altro terreno vergine o potrebbero essere allocate in aree dismesse, molte delle quali vicinissime alla circonvallazione? Lo stesso stadio comunale – se si applicano rigide misure viarie in occasione delle partite onde tutelare i diritti dei residenti – sarà sempre più che sufficiente, considerando il calo degli spettatori e il dilagare delle pay-tv.

Il Palazzetto dello sport, il palazzo del ghiaccio, una nuova piscina, il campo da rugby e così via, potrebbero benissimo essere allocati nell’area ex Ote ed ex Reggiani, essendo vicini agli assi viari di collegamento, al tram veloce e quindi alle ferrovie dello Stato. A maggior ragione se consideriamo che sono aree con potenziali parcheggi sotterranei di attestamento per il traffico feriale, che potrebbero avere un utilizzo serale e festivo per manifestazioni sportive.

La risalita per Città Alta va pensata evitando che il traffico lì diretto debba attraversare il centro cittadino. Propendo per un tunnel Valtesse-zona piscine Italcementi (1,2 chilometri) con ascensori che sbucano in Colle Aperto (vedi Urbino).

Quanto allo snodo di Pontesecco, la progettazione del tunnel per evitare l’imbuto deve prevedere l’affiancamento del tunnel del tram per Villa d’Almè, in modo che ogni tunnel costituisca una via di fuga o di soccorso per l’altro.

La strada da Longuelo verso Sombreno e Fontana deve trovare soluzioni che non prevedano ancora la strettoia di Longuelo. Mi permetto di suggerire una penetrante da est (Gorle) per evitare l’uso attuale dell’antico ponte. Mentre alcune parti dell’ospedale vecchio dovrebbero restare a uso pubblico per Ospedale geriatrico, considerato l’aumento dell’età media e delle patologie degli anziani, di difficile cura a domicilio.

Ringrazio per l’attenzione

Giuseppe Anghileri

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